Ospizio-lager, sette arresti per violenze sugli anziani
Cinque i reggiani coinvolti: ora sono ai domiciliari in attesa degli interrogatori di garanzia
REGGIO EMILIA. Al termine di un’inchiesta iniziata nell’ottobre scorso e condotta in modo molto accurato, venerdì mattina sono stati arrestati sette operatori (di cui cinque reggiani) della struttura per anziani “Villa Matilde” di Bazzano, frazione di Neviano degli Arduini (Parma).
L’accusa: maltrattamenti continuati in concorso, aggravati dall’essere stati compiuti su persone in condizioni di minorata difesa.
Maltrattamenti e condotte offensive documentate da intercettazioni ambientali e immagini raccolte da ottobre 2015 in poi.
Altri cinque dipendenti hanno ricevuto una informazione di garanzia per lo stesso reato. Per due operatrici tra queste ultime cinque persone è stata chiesta la sospensione dal servizio.
L’ordinanza che ha portato all’arresto dei 7 operatori è stata firmata l’11 marzo dal pm Lucia Russo ed è stata eseguita venerdì. Alcuni operatori sono stati trovati sul luogo di lavoro e altri a casa. Ora tutti e sette sono agli arresti domiciliari.
I sette arrestati sono Pietro Di Nuzzo, 30 anni, campano residente a Canossa; Annamaria Selva, 49 anni, napoletana residente a Canossa; Silvia Guazzetti, 45 anni, residente a Ramiseto; Angelo La Macchia, 29 anni, siciliano residente a Quattro Castella; Agnese Palladini, 33 anni, nativa di Scandiano e residente a Lesignano Bagni (Parma); Malika El Wahab, 57 anni, marocchina residente a Traversetolo (Parma); Hafida El Fathaoui, 36 anni, marocchina residente a Neviano degli Arduini.
La Procura ha documentato anche episodi singoli di violenze compiuti da operatori che erano stati trasferiti temporaneamente da altri reparti. In due casi è stata chiesta l'interdittiva dalla professione per il reato di violenza privata.
La casa protetta è gestita dalla cooperativa bergamasca Kcs Caregiver ed è convenzionata con il settore pubblico (convenzione ora sospesa). Aldo Frecchiami, presidente del gruppo cooperativo che coordina la Kcs Caregiver: «Siamo meravigliati che questo sia potuto succedere. Se qualcosa è successo, vuol dire che qualcosa ci è sfuggito, e questa è una responsabilità oggettiva che ci assumiamo. Ci costituiremo parte civile contro queste persone e da oggi siamo tornati a lavorare garantendo la più totale efficienza dei servizi».
E’ stata una giovane tirocinante che ha trascorso alcune settimane a Villa Matilde a confermare alcune voci giunte ai carabinieri di Neviano degli Arduini. Ha riferito di aver visto i maltrattamenti sugli anziani.
Così sono scattati gli accertamenti nei locali comuni in cui si riunivano gli ospiti del reparto, e sono state installate videocamere e microfoni. Dall’Operazione Cerbero è emerso che le violenze e le umiliazioni contro i pazienti erano sistematiche.
«E’ un’indagine molto scrupolosa e minuziosa, quella compiuta dai carabinieri da ottobre in poi – commenta l’avvocato Noris Bucchi, che difende due degli arrestati reggiani –. Nelle 112 pagine dell’ordinanza si parla di episodi in cui vi sono comportamenti sia attivi che passivi degli operatori, cioè aver lasciato fare ad altri. Ritengo opportuno valutare tutti gli elementi indiziari per capire le responsabilità di ogni singolo accusato, sentendo anche le loro testimonianze. Gli interrogatori di garanzia si terranno nei prossimi giorni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
