Maletti inaugura il nuovo “Show room”
Scandiano: il gruppo che produce attrezzature per l’acconciatura celebra così gli 80 anni di storia
SCANDIANO. Maletti Group si è regalata una festa di compleanno in grande stile. Ieri, per celebrare gli 80 anni dell’azienda scandianese, è stato inaugurato il nuovo Show Room all’interno della sede di Fellegara: un evento caratterizzato dalla presenza di 350 ospiti, in larga maggioranza provenienti dall’estero.
«Il nostro gruppo rappresenta una vera eccellenza italiana» – evidenzia il presidente Danilo Maletti. L’azienda è nata nel 1936, e in origine si occupava solo di arredamenti per parrucchieri; tuttavia, già da qualche anno il vostro raggio d’azione è aumentato…
«Certo, oggi ci occupiamo anche di tutto quanto ha a che fare con il mondo dell’acconciatura. Quindi dedichiamo grande attenzione alle attrezzature, alle strumentazioni elettriche, addirittura all’arredamento inteso come divani, sofa e sedute per rendere ancora più accoglienti i saloni».
Attualmente, qual è la struttura del gruppo?
«Tanto per cominciare, diamo lavoro a circa 800 persone: i nostri prodotti sono conosciuti e acquistati in oltre 100 paesi del mondo. Quella di Fellegara è la sede principale, e posso anticipare che nel 2017 verrà finalmente inaugurato il nuovo stabilimento di Arceto: tra l’altro quest’ultimo ha una rilevante particolarità, ossia quella di essere interamente realizzato con materiali ecologici. Fin qui per le unità produttive: nel mondo possiamo poi contare su una serie di show room diretti, presenti ad esempio a Duesseldorf, a Londra, in Perù, in Brasile, in Paraguay».
Da quanto tempo è alla guida dell’impresa?
«Io ho preso le redini del gruppo nel 1978, un anno prima della scomparsa di mio padre Guerrino. Ho 65 anni e non penso affatto alla pensione: nel contempo sono un grande sostenitore dell’esigenza di dare molto spazio ai giovani, che oggi hanno potenzialità straordinarie».
E qual è il segreto che permette a Maletti di restare sulla breccia, pur in un momento di crisi come quello odierno?
«Io non sono d'accordo nel parlare di crisi: una crisi dura due, massimo tre anni, poi finisce. Oggi siamo semplicemente immersi in una situazione modificata rispetto a prima del 2008: e oggi, per fare successo bisogna puntare sull'altissima qualità senza tralasciare l'estetica. E’ ciò che noi di Maletti facciamo da decenni: non a caso da sempre ci affidiamo ai migliori designer del settore, e l’esempio è rappresentato dalle creazioni dei coniugi Giovannoni».
Il vostro settore è aiutato dal mondo delle istituzioni?
«Non tanto, perché viene visto come un comparto “di nicchia”. Invece, io da anni chiedo sostegni pubblici per favorire gli investimenti delle aziende in sviluppo e ricerca».
Mai pensato a un suo futuro in politica?
«Assolutamente no! Io nel 1978 ho preso i voti come fanno i preti… Nel mio caso, i “voti” sono rappresentati dalla dedizione totale nel gestire quest’azienda, e nel garantirle un forte legame con il territorio scandianese e reggiano».
E allora, cosa c’è nell’avvenire di Maletti Group?
«Per l’anno prossimo puntiamo a completare l'espansione nell’America Latina, passando poi a Stati Uniti e Canada: anche là c'è molto terreno fertile per quello che facciamo. (n.r.)
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