Gazzetta di Reggio

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Sorpreso sul tetto, minaccia di buttarsi

di Evaristo Sparvieri
Sorpreso sul tetto, minaccia di buttarsi

Mattinata di tensione in via Guido da Castello per un 33enne che durante una fuga si è arrampicato sopra un edificio

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REGGIO EMILIA. Ha minacciato di buttarsi giù, dopo aver girovagato per più di un’ora e mezza sopra i tetti di un unico edificio tra via Guido da Castello e via Vicedomini, seminando panico e paralizzando la zona di corso Garibaldi. Poi, dopo una mattina di trattative, è stato convinto a scendere ed è stato condotto in caserma dai carabinieri, che ora cercheranno di capire cosa lo abbia spinto a minacciare questo gesto. Mattinata di tensione ieri in centro, per un 33enne originario di un paese dell’Est Europa sorpreso sopra un tetto dal quale minacciava di buttarsi. A lanciare l’allarme, intorno alle 10, è stata una residente che ha sentito alcuni rumori provenire dalla porta finestra, decidendo di allertare la municipale, già alle prese con un’altra segnalazione analoga: un altro uomo, sempre avvistato su un tetto, ma in via Fiordibelli, intorno alle 9.30.

In via Fiordibelli, gli agenti non hanno trovato nessuno. È andata diversamente invece sui tetti tra via Vicedomini e via Guido Da Castello, dove è stata individuata una sagoma che si aggirava in maniera pericolosa sul tetto dell’edificio. L’uomo era stato visto entrare qualche ora prima in un parcheggio interno in via della Racchetta, strada dove ieri mattina tra l’altro è stato segnalato ai carabinieri anche un tentativo di furto. Poi, intorno alle 9.30, è stato visto fuggire di corsa, attraversando corso Garibaldi come se fosse inseguito, arrampicandosi sopra l’edificio in via Vicedomini.

Sulla segnalazione di via Vicedomini, la municipale ha subito pensato si trattasse di un tentativo di furto in appartamento: un fatto considerato insolito per un sabato mattina, quando il centro è generalmente piuttosto affollato. Ma, una volta individuato il punto in cui si trovava l’uomo, l’allarme per quello che sembrava un tentato furto si è trasformato in qualcosa di diverso.

L’uomo – ex dipendente di un locale di via Cecati, con un precedente di polizia – ha cominciato a minacciare di buttarsi, urlando in stato confusionale che non voleva tornare in carcere, che aveva tre figli e che era finito ingiustamente dietro le sbarre già una volta, per quattro anni.

Nel frattempo, via Guido da Castello era stata completamente paralizzata. Non solo dai tanti curiosi, ma anche dall’arrivo dei carabinieri, ambulanza e vigili del fuoco. Questi ultimi hanno installato il materasso gonfiabile all’interno del cortile (uno dei punti più bassi dell’edificio, alto circa sei metri), mentre altri agenti e carabinieri tenevano sotto osservazione via Vicedomini. Per convincere l’uomo a scendere, un carabiniere e un agente sono saliti sul tetto, dando vita ad una trattativa, risolta poco dopo le 11 grazie all’intervento del maresciallo dei carabinieri, che ha tranquillizzato il 33enne convincendolo a scendere. L’uomo, sanguinante per qualche ferita, è sceso autonomamente, calandosi da una canna fumaria ed è stato condotto in caserma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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