Cinque lavoratori in nero sospesa l’attività di 2 ditte
Maxi-multa e denuncia dei carabinieri per manodopera clandestina ai titolari di un’azienda tessile di Rio Saliceto e un’impresa di volantinaggio di Campagnola
CAMPAGNOLA. Cinque lavoratori in nero scoperti, multe da oltre 10 mila euro inflitte ai titolari di due attività. È il primo bilancio delle ispezioni effettuate nei giorni scorsi dai carabinieri fra Campagnola e Rio Saliceto, portate avanti dai militari della stazione di Campagnola e da quelli del nucleo dell’ispettorato del lavoro provinciale. I controlli derivano da alcune segnalazioni relative a situazioni irregolari e si sono concentrati su due aziende: la prima, gestita da una donna cinese 40enne residente a Rio Saliceto, si occupa di manifattura tessile; la seconda, di un 45enne pakistano che vive a Campagnola, cura volantinaggio e promozioni porta a porta. Sabato mattina i carabinieri si sono presentati nelle sedi delle due imprese individuali. Nell’azienda tessile di Rio Saliceto lavorano quattro persone, e una di loro era in nero, senza alcun contratto né alcuna forma di regolarizzazione del rapporto professionale. Più “pesante” l’esito della verifica nella ditta di Campagnola di volantinaggio. Il titolare pakistano lavora assieme a quattro uomini, nessuno dei quali è in regola, e uno di loro è clandestino, in Italia senza permesso di soggiorno. Il 100% della forza lavoro, di conseguenza, è irregolare.
Per entrambe le aziende è arrivata la sospensione immediata dell’attività, unita alla denuncia della 40enne e del 45enne alla procura reggiana per il reato di impiego di manodopera clandestina. E a breve si aggiungerà al conto una multa pesantissima, pari a oltre 10mila euro per ogni singolo caso.
Per riaprire i battenti, i titolari dovranno provvedere a sanare tutte le irregolarità: dovranno quindi saldare le sanzioni (o trovare un accordo per la dilazione a rate) e formalizzare con contratti e accordi leciti la situazione lavorativa dei cinque dipendenti sinora in nero. Solo a quel punto otterranno dall’autorità giudiziaria il permesso per riprendere regolarmente la loro attività.
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