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La mafia spiegata ai ragazzi di Baiso Viano e Regnano

La mafia spiegata ai ragazzi di Baiso Viano e Regnano

BAISO. Una mattinata per ragionare di giustizia e di correttezza, di etica e di valori. L’hanno passata venerdì a Baiso gli studenti e le studentesse delle classi terze della scuola secondaria dell’i...

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BAISO. Una mattinata per ragionare di giustizia e di correttezza, di etica e di valori. L’hanno passata venerdì a Baiso gli studenti e le studentesse delle classi terze della scuola secondaria dell’istituto comprensivo Toschi, che opera nei territori di Baiso e Viano. L’occasione, un incontro con il capitano Dario Campanella, comandante della Compagnia dei carabinieri di Castelnovo Monti, e con il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, da anni impegnato attivamente su questi temi. I due – affiancati dal primo cittadino di Baiso, Fabrizio Corti, da quello di Viano, Giorgio Bedeschi, e dalla preside Maria Teresa Grispino – hanno parlato di fronte a ragazze e ragazzi che durante l’anno scolastico hanno affrontato un lungo percorso didattico fatto di video, musica, testi e di confronti con esperti dei vari settori, coordinato dalle insegnanti Elena Ferrari, Simona Frigieri e Isabella Valcavi. L’ultima tappa si è svolta venerdì mattina al centro civico intitolato al generale Dalla Chiesa, arrivata proprio a ridosso della Giornata nazionale della memoria per le vittime di mafia, che si celebra oggi. Il capitano Campanella ha parlato di legge e legalità, facendo esempi concreti ovviamente adatti all’età del suo pubblico, soffermandosi a lungo sul fenomeno del bullismo e fornendo parecchi consigli su quello che i ragazzi possono fare in prima persona quando si trovano di fronte a comportamenti scorretti. Si è concentrato sulla «responsabilità», proprio come ha fatto anche Enrico Bini, che ha raccontato la sua esperienza personale: quella che negli anni lo ha portato ad impegnarsi attivamente nella lotta alla criminalità organizzata. E, ha ribadito, «è necessario l’impegno di tutti per affrontare il problema della mafia».

Dopo Campanella e Bini, è stata la volta dei “padroni di casa” Corti e Bedeschi, che hanno salutato i presenti, prima della conclusione affidata alle tre insegnanti che lavorano con le varie classi: «Di mafia non basta parlare – hanno sottolineato le docenti – perché rischia di limitarsi ad essere quella che si legge sui giornali e si vede nei film e nelle fiction televisive. Bisogna conoscerla, in modo da capire che non è lontana dalla quotidianità ed avere gli strumenti per scegliere di starne lontano e combatterla». (adr.ar.)

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