Cesi assolto: «E’ stata una vittoria netta e schiacciante»
Correggio, il maresciallo accoglie soddisfatto la sentenza del tribunale di Reggio Emilia: «Ma ora, dopo questo processo, alcuni colleghi vivono con la paura»
CORREGGIO. «E’ stata una vittoria schiacciante. Ho sempre agito per il bene della città e per i suoi cittadini e l’esito del processo lo ha confermato».
Con queste parole, a caldo, l’ex comandante della caserma dei carabinieri di Correggio Roberto Cesi ha commentato visibilmente soddisfatto la sentenza che determina l’assoluzione per tutti i capi d’imputazione, tranne uno.
«L’esito del processo ha confermato che il mio modo di lavorare è sempre stato incentrato sul volere operare per il meglio, come ho avuto modo di ripetere più volte», aggiunge il maresciallo all’uscita dall’aula del tribunale dov’è andato in scena l’ultimo atto del processo.
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Durante l’ultima udienza, ieri, il luogotenente ha colto l’occasione per sfogarsi per un «processo anomalo – così lo ha definito Cesi – Per anni e anni, quando i carabinieri sono stati vittime di reato, l’accusa era sostenuta da un vice procuratore onorario. Io mi sono trovato contro due pm... Ho letto la memoria del pubblico ministero: le stazioni dei carabinieri andrebbero chiuse tutte. Al loro posto dovremmo creare degli uffici di ricezione denunce, se la figura del comandante di stazione deve solo essere quella di trascrivere e passare le comunicazioni. Mentre alcuni colleghi, oggi, dopo questo processo stanno vivendo con la paura, soprattutto in provincia di Reggio – ha proseguito il maresciallo Cesi – Nel corso delle varie tappe di questa vicenda giudiziaria ho sentito spesso risuonare la parola “inquietante”. Io credo, invece, che inquietante sia quello che è successo a me nel corso di questi cinque anni. Sono una persona che crede ancora negli antichi valori che motivano i carabinieri – ha concluso il maresciallo, citando alcuni casi specifici affiorati durante il processo – Se si considera inquietante il volere aiutare la gente...». (s.a.)
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