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Gite scolastiche sicure la stradale controlla i bus

di Luciano Salsi
Gite scolastiche sicure la stradale controlla i bus

Dopo la tragedia in Spagna s’accende il dibattito su come limitare gli incidenti Il preside dello Scaruffi: «Pullman ispezionati dalla polizia prima della partenza»

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REGGIO EMILIA. Il terribile incidente avvenuto in Spagna, in cui hanno perso la vita tredici studentesse del progetto Erasmus ed è rimasta ferita anche la correggese Laura Ferrari, riporta drammaticamente l'attenzione sul problema della sicurezza delle gite scolastiche.

Il comando provinciale della polizia stradale ne trae spunto per sottolineare che da quest’anno s’è intensificato il proprio impegno per scongiurare questi tragici eventi, grazie alla collaborazione con i capi d'istituto e gli insegnanti. Il commissario capo Fabio Polichetti ha già dato corso al protocollo d'intesa fra i ministeri dell'Interno e dell'Istruzione, che prevede un maggiore coinvolgimento delle scuole nel richiedere e predisporre i controlli preventivi da parte delle forze dell'ordine. «In occasione dei viaggi d'istruzione - dice Maurizio Bocedi, preside dell'istituto Scaruffi-Levi-Tricolore e coordinatore dei dirigenti scolastici delle superiori - le scuole compilano un modulo prestampato per comunicare alla polizia stradale i dati relativi all'itinerario, alle classi coinvolte, alla ditta di trasporti prescelta e al mezzo utilizzato. Sulla base di tali informazioni gli agenti hanno già effettuato alcune verifiche sugli autobus, sugli autisti e sui passeggeri recandosi nel luogo di partenza della gita al mattino presto anche per fornire agli studenti le opportune raccomandazioni. I professori ne hanno tratto un'ottima impressione e apprezzano l'iniziativa, sentendosi più sicuri». Non era stato altrettanto favorevole, all'inizio, l'accoglimento della circolare numero 674 del 3 febbraio scorso, con la quale il Miur rendeva noti i contenuti dell'accordo. I docenti temevano, infatti, di doversi fare carico di responsabilità aggiuntive, oltre a quella molto gravosa di vigilare sull'incolumità dei minori che vengono loro affidati. «Non siamo dei meccanici - obiettava qualcuno - capaci di valutare le condizioni dei mezzi». Il ministero ha chiarito, a tale proposito, che la scuola è tenuta semplicemente a richiedere alla ditta di trasporto tutta la documentazione, che spetta alle forze dell'ordine controllarla, ma i docenti non sono obbligati a richiederne l'intervento. La polizia stradale, a tale riguardo, propone alle scuole un vademecum che raccomanda, in primo luogo, di scegliere il servizio di trasporto sulla base non dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ma delle garanzie di sicurezza offerte. Quindi si dovrebbe chiedere alle ditte di certificare il possesso delle autorizzazioni, l'idoneità dei mezzi e la regolarità dei requisiti professionali e assicurativi, nonchè dei dispositivi tecnici quali il cronotachigrafo che misura i tempi di guida e riposo del conducente. «E' ciò che facciamo da tempo» assicura Bocedi. «Inoltre - precisa il comando della polizia stradale - le scuole possono chiederci di effettuare un intervento prima dell'inizio del viaggio per verificare le condizioni del mezzo. Al termine dei controlli, se si rilevano condizioni tali da rendere insicuro il viaggio, si vieta la partenza, con l'obbligo di ripristinare le anomalie».

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