Il centro Caritas nel mirino dei vandali
Secondo attacco in meno di mese alla sede di Sassuolo, che fa capo alla diocesi di Reggio Emilia
REGGIO EMILIA. Ancora un assalto a Nuovamente, il centro della Caritas reggiana che ha sede a Sassuolo nel quale vengono raccolti e recuperati vestiti, mobili, oggetti usati, rimessi in vendita per le persone bisognose. Era già successo nella notte del 29 febbraio. Ma, dopo appena venti giorni, qualcuno è tornato a finire il lavoro. «Hanno rubato di nuovo i telefoni cellulari di servizio – spiega il responsabile, Andrea Brunetti – hanno aperto gli armadi e portato via le attrezzature che usiamo per lavorare, come i trapani e altri macchinari. Ma soprattutto hanno devastato tutto, spaccato vetri, messo a soqquadro uffici, sparso a terra documenti. Secondo le forze dell'ordine, e anche secondo noi, non sono ladri, ma persone che hanno qualcosa contro questa attività».
Per il responsabile del centro, si tratta di un nuovo attacco: «La sensazione purtroppo è quella – aggiunge – perchè ci siamo accorti che praticamente ogni notte qualcuno è entrato nel cortile. Però non erano ancora tornati all'interno. Dopo la precedente esperienza, quando avevano forzato la porta, avevamo preso l’abitudine di parcheggiare il camioncino davanti alla porta in modo da rendere impossibile lavorare alla porta. Ma loro hanno spaccato il vetro del camion e poi hanno forzato comunque l'entrata».
Più che i danni, ormai è il clima generale – di sfiducia e di timore – a destare preoccupazione: «A malincuore ci stiamo organizzando per montare un sistema di allarme, telecamere e altri strumenti per evitare che queste cose si ripetano. Non lo volevamo fare, perché Nuovamente intendeva proporsi come un luogo accogliente e aperto, ma siamo costretti. Non tanto per gli oggetti rubati o danneggiati, che possano anche ricomprare, quanto per le persone che lavorano qui».
A Nuovamente infatti collaborano, con una minima retribuzione di sostegno, tante persone che hanno difficoltà economiche o di altro tipo. E il timore è che questi attacchi siano opera di persone che hanno avuto a che fare in passato con Nuovamente: «Per molti quello che sta accadendo è causa di stress psicologico, di frustrazione e anche di disperazione, oltre che di paura. Chi compie queste azioni sta instaurando un clima di violenza che spaventa. In questa attività incontriamo spesso il disagio e la difficoltà di tante persone. Purtroppo dobbiamo convivere sia con vive momenti di fatica, sia con chi non accetta a volte la sua condizione e reagisce in modo improprio».
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