«Il Comune non ha chiesto 250 mila euro a Iren»
Carpineti: il Pd locale attacca il sindaco Borghi sulla base di una convenzione che era stata sottoscritta nel 2012 per l’utilizzo della discarica di Poiatica
CARPINETI. «Perché il Comune di Carpineti non ha chiesto a Iren i 250mila euro che gli sono dovuti per la convenzione su Poiatica?».
La domanda arriva dal Pd carpinetano, forza di opposizione nel paese guidato dall’amministrazione civica del sindaco Tiziano Borghi, e riguarda uno dei temi più sentiti e discussi dell’intera montagna, la discarica di Poiatica oggi chiusa dopo quasi vent’anni di conferimento rifiuti e tutt’ora al centro di ipotesi su un futuro utilizzo.
Qui la questione è diversa, e riguarda un contributo economico che Iren dovrebbe corrispondere al Comune per la discarica, anche in caso di assenza di attività. «A giugno 2012 Iren e Comune hanno sottoscritto una convenzione che regola la gestione della discarica di Poiatica» – spiegano il segretario locale del Pd Dario Bottazzi e il capogruppo consiliare Stefano Baldelli. Questa convenzione, sostengono, «scadrà a fine anno e prevede che Iren riconosca al Comune un contributo di 250mila euro annui anche nel caso di conferimenti inferiori alle 96mila tonnellate di rifiuti, situazione che si è verificata nel 2015 a seguito della chiusura del sito».
Dopo anni di battaglie e di polemiche, infatti, il conferimento dei rifiuti è stato fermato in attesa del nuovo piano regionale sull’argomento. Però, per Bottazzi e Baldelli l’accordo è ancora valido nonostante ora Poiatica non funzioni: «Abbiamo fatto attente verifiche sulla convenzione e, nonostante la chiusura della discarica, non esistono dubbi sulla sua validità e sulla necessità di applicarla integralmente. Tuttavia, sinora, il Comune di Carpineti non ha incassato il contributo per il 2015».
La minoranza ha sollevato il problema in consiglio comunale nel luglio 2015 e, attacca il PD, «a distanza di mesi, solo a seguito di una nostra interpellanza è stato finalmente interessato un legale. Nonostante questi primi passi però non abbiamo ancora ottenuto risposte alle nostre domande».
Il problema è dato dalla dimensione del contributo economico, una cifra corposa per un’amministrazione pubblica: «Nessun Comune è oggi nella condizione di poter rinunciare a cuor leggero a 250mila euro, ed è desolante trovarsi a discutere l’eventualità di ottenere il contributo stabilito, piuttosto che ragionare sul modo più opportuno per investirlo» – concludono Baldelli e Bottazzi.
In queste settimane l’amministrazione comunale ha effettuato una serie di verifiche proprio su questo argomento, coinvolgendo anche alcuni legali. La polemica si inserisce in maniera trasversale nella battaglia per bloccare la possibile riapertura di Poiatica. Alcune dichiarazioni di Iren hanno aperto all’ipotesi che la discarica carpinetana divenga il sito di stoccaggio regionale per i rifiuti speciali.
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