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Servizio 0-6, i genitori vogliono risposte

Servizio 0-6, i genitori vogliono risposte

Sant’Ilario: il nodo resta il trasferimento al Consorzio Bassa Val d’Enza, chiesta un’assemblea

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SANT’ILARIO. Il motivo che ha portato alle discusse dimissioni dell’ex vicesindaco Rossella Campari - il trasferimento del servizio 0-6 anni al Consorzio Bassa Val d’Enza, approvato dalla maggioranza santilariese, che riunirebbe Gattatico, Campegine e Sant’Ilario capofila - ora agita anche i genitori, un gruppo dei quali ha protocollato in municipio la richiesta di un incontro pubblico urgente, «per fare chiarezza a tutta la cittadinanza sull’argomento». A firmare il documento sono state le tre presidenti delle assemblee dei genitori delle scuole comunali (asilo nido Girotondo e scuole d’infanzia Rodari e Fiastri), Samantha Furlotti, Daniela Gabrielli ed Elena Gazza.

Il Comune vuole conferire i servizi educativi all’interno del consorzio (già esistente): in esso, oltre alla fascia 0-6 anni, confluirebbero biblioteca, farmacia comunali riunite, il Mavarta e i centri sportivi. Secondo la giunta Moretti, il passaggio sarebbe obbligatorio: come hanno spiegato ai rappresentanti dei genitori in un incontro informale sindaco Marcello Moretti, la dottoressa Mariangela Leni (responsabile servizio 0-6 anni) e il nuovo assessore Viviana Tanzi, in caso contrario il Comune non sarebbe in grado di garantire il servizio 0-6 anni per il prossimo anno scolastico, per i vincoli del patto di stabilità e del blocco del personale. «Quest’anno va in pensione a settembre un’altra dipendente, il Comune dice di essere già al limite e teme che non si riesca a far fronte alle supplenze», spiega Samantha Furlotti. I genitori obiettano che c’è troppa fretta: «Il nostro timore è che sia il primo passo per trasferire i servizi educativi ad una futura Azienda Speciale, come l’assessore Tanzi ha fatto a Cavriago, azienda che avrebbe come priorità la quadratura del bilancio e non la qualità delle offerte formative - prosegue Furlotti - certo non si può fare un processo alle intenzioni, ma una volta che i servizi vengono esternalizzati non si torna indietro». Oltretutto, con la fusione le carte si rimescolerebbero di nuovo, «perché se la fusione si farà verranno meno i motivi per questa trasformazione, e se il consorzio già fosse realtà decadrebbe subito dopo la fusione». Il documento, in quindici punti, contiene molti altri interrogativi, ad esempio se le rette resteranno invariate, se l’atelierista ci sarà ancora, se la mensa avrà la stessa qualità, quale sarà il destino delle cooperative attualmente in forza. In conclusione, afferma Furlotti, «noi genitori non siamo contrari al consorzio in sé, solo ci pare affrettato farlo adesso. Vogliamo guardarci dentro, capire se è così indispensabile procedere immediatamente, se non sarebbe meglio attendere un altro anno scolastico per vedere anche l’esito della fusione. Siamo sicuri che non ci siano altre strade?». Per approfondire il tema, il gruppo di genitori ha depositato la richiesta di assemblea pubblica.

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