Gazzetta di Reggio

Reggio

Terrorismo, giovani reggiani testimoni dell'inferno a Bruxelles

Martina Riccò/Serena Arbizzi
Terrorismo, giovani reggiani testimoni dell'inferno a Bruxelles

Giulia, Matteo, Gabriele e Veronica sono di Reggio Emilia ma da tempo vivono e lavorano nella capitale europea squassata dagli attacchi

4 MINUTI DI LETTURA





BRUXELLES Sono giovani, reggiani e lavorano a Bruxelles, dove si sono trasferiti e dove stanno vivendo ore concitate in seguito all'attacco terroristico che ha portato caos e paura nella città delle istituzioni europee. Tre giovani testimoni che abbiamo raggiunto telefonicamente a Bruxelles a pochi minuti dagli attacchi, per sapere come stavano e per avere un racconto dalla capitale posta sotto assedio dai terroristi.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13172934:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13172934:1649486960/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

GIULIA SEMEGHINI (27 ANNI) - «Le linee telefoniche sono bloccate per questioni di sicurezza, così come i trasporti. L’ordine è di restare nell’edificio in cui si è: ufficio, casa, hotel. Meno si circola in strada, meglio è. Le notizie arrivano da Internet, siamo perennemente collegati al giornale online “Politicum” di Bruxelles». Ce lo spiega tutto d’un fiato Giulia Semeghini, 27 anni, laureata in Relazioni Internazionali all’università di Bologna, a Bruxelles dall’inizio di ottobre – insieme al fidanzato Pietro Belcastro – per partecipare a dei tirocini con delle importanti associazioni europee.

SOTTO ATTACCO - GUARDA LO SPECIALE

«Solo quattro giorni fa avevamo festeggiato per l’arresto di Salah – dice – e ci eravamo liberati dalla tensione. Avevo telefonato ai miei genitori esultando, finalmente il peggio era passato. Invece adesso siamo ripiombati nella stessa situazione di novembre, con livello di allerta 4, militari ovunque, controlli. Anzi, è molto peggio di allora. Perché Parigi era comunque lontana da noi, mentre adesso sta succedendo tutto qui, in casa nostra».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.13172773:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13172773:1649669263/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Quando, poco dopo le 8, ha letto su Internet delle prime due esplosioni all’aeroporto e le è arrivato il messaggio d’allerta dal sito “Viaggiare sicuri” della Farnesina, Giulia stava andando a lavoro con il tram. «E quando ho dovuto cambiare mezzo e salire sulla metro per l’ultimo tratto di strada – racconta – ammetto di aver avuto un momento di affanno, di angoscia, non volevo salire. Poi sono arrivata in ufficio e ho letto la notizia della terza esplosione nella fermata della metro, a pochi chilometri di distanza da dove abito e lavoro, in uno dei quartieri più affollati di Bruxelles, soprattutto alle 8.30-9 del mattino quando tutti si recano a lavorare».

Un quartiere in cui anche lei, nei suoi spostamenti quotidiani, avrebbe potuto trovarsi. «Bisognerà ricominciare a pensare a come spostarsi e dove andare – sospira – a calcolare da dove passare e dove no, a seguire ora per ora le indicazioni delle autorità. Ma la vita va avanti – si riprende –. Non ci siamo fermati dopo novembre e non ci fermeremo nemmeno ora. Andiamo avanti con paura, certo, ma andiamo avanti. Ed è importante che tutti lo sappiano».

MATTEO MANFREDINI (33 ANNI)  “Sono passato davanti alla stazione della metropolitana di Malbek soltanto pochi minuti prima dell’esplosione. Non vogliono nemmeno immaginare cosa sarebbe potuto succedere se mi fossi trovato lì quando è scoppiata la bomba”. Matteo Manfredini ha 33 anni e viene da Carpineti. Matteo abita a 100 metri dalla stazione della metropolitana di Maalbek e passa davanti a quel punto tutti i giorni per andare al Museo di storia europea, istituzione gestita dal Parlamento europeo che aprirà a novembre.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13172936:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13172936:1649486960/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

“Il Museo si trova a poche centinaia di metri dalla stazione della metropolitana e sto assistendo alla triste processione di sirene e ambulanze – racconta Matteo – Io vorrei prendere un aereo per ritornare a casa per Pasqua, ma dubito che ci riuscirò, vista la situazione. Sto valutando seriamente se proseguire la mia permanenza a Bruxelles: purtroppo non è il primo episodio tremendo che succede”.

GABRIELE TORRICELLI (29 ANNI) - : "Il clima è incerto e di grande paura. Per fortuna stiamo bene ma il Parlamento europeo, che normalmente è blindato per sicurezza, è ancora più sotto controllo". A parlare è il 29enne Gabriele Torricelli di Casalgrande. Giacomo si trova a Bruxelles da un anno: lavora nella capitale belga come assistente del parlamentare europeo Pd Damiano Zoffoli.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13172941:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/attentati-a-bruxelles-il-racconto-del-reggiano-gabriele-torricelli/53878/54032]]

"Siamo disorientati, c’è forte preoccupazione perché viaggiamo spesso, prendiamo aerei con frequenza – prosegue Gabriele – e i fatti gravissimi avvenuti poco fa sono molto destabilizzanti. Ora siamo chiusi dentro al Parlamento europeo e sono state annullate alcune riunioni in attesa di capire che cosa succederà. Rispetto all’aeroporto siamo piuttosto lontani: siamo invece più vicini alla metropolitana.  Bisogna cercare di capire le cause di questo attentato prima di elaborare soluzioni e tentare di comprendere cosa muove chi compie questi gesti".

VERONICA KAHLORI (32 anni)  “Quando sono avvenute le esplosioni stavo andando in auto al lavoro. Al Parlamento europeo non escludiamo attacchi: sappiamo che è un sito sensibile. Io sono molto affezionata a questa città, ma visto che cosa è successo sto rivedendo la mia decisione di rimanere qui”.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13172981:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13172981:1649486960/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

È in uno stato d’ansia Veronica Kahlori, 32 anni, di Arceto, a Bruxelles dal 2009 e un impiego al dipartimento delle risorse umane del Parlamento europeo. Veronica si sta organizzando per affittare un’auto con altri ragazzi reggiani che vivono a Bruxelles perché l’areo che avrebbe dovuto prendere a Zaventen per ritornare a casa non decollerà. Almeno  per il momento.

“Dal Parlamento europeo siamo molto vicini alla stazione della metropolitana – prosegue Veronica – si sentono le sirene, un via vai pazzesco. I controlli sono ai massimi livelli: sono uscita per prendere qualcosa da mangiare, ma ci hanno consigliato di rimanere nei paraggi. La sensazione è che non si sa dove possano colpire. Ci sentiamo esattamente come a Parigi nei giorni degli attacchi”.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13172365:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/03/22/fotogalleria/attacco-a-bruxelles-le-immagini-delle-esplosioni-all-aeroporto-1.13172365]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google