Tutino: «Via Talami sempre più vivibile»
L’assessore alle Infrastrutture risponde alle critiche dei grillini: «Molto è stato fatto e altro si farà»
REGGIO EMILIA. E' corposo e articolato il rendiconto che l'assessore alle infrastrutture Mirko Tutino presenta per dimostrare l'impegno dell'amministrazione a mitigare l'inquinamento atmosferico e acustico provocato dai locomotori parcheggiati nel deposito ferroviario di via Talami. Era stato Norberto Vaccari, capogruppo dei Cinque Stelle, a sostenere con una mozione la protesta dei cittadini del comitato Santa Croce, che chiedono il trasferimento del deposito, mentre la deputata grillina Maria Edera Spadoni solleva il caso in Parlamento con un'interrogazione ai ministeri della Salute e dell'Ambiente. Tutino ritiene improponibile la soluzione radicale del trasloco, che implicherebbe addirittura lo spostamento delle stazioni. Tuttavia risponde alla mozione elencando in maniera dettagliata ciò che si è già fatto e si sta per fare allo scopo di ridurre ai minimi termini il disagio dei residenti.
Dallo scorso 29 dicembre le locomotrici della Dinazzano Po nei giorni feriali vengono posteggiate non nel deposito, ma allo scalo merci, cosicchè al mattino vengono avviate in via Talami soltanto di lunedì. Dal 10 gennaio, poi, è stato diminuito da 40 a 31 movimenti al giorno il numero delle entrate e delle uscite dei locomotori Tper. Ciò comporta una riduzione del 20% nella fascia oraria compresa fra le 5 e le 8 e del 42% fra le 8 e le 11. Inoltre l'azienda ferroviaria regionale si è impegnata a sensibilizzare il personale e ha incaricato una figura qualificata di controllare le operazioni di accensione. Entro il maggio del 2017, infine, dovrebbero entrare in esercizio nuovi mezzi che generano meno emissioni, oltre ai tre che sono già operativi su tre linee. Fer, da parte sua, è intervenuta sul deposito sistemando i binari del lato sud, avviando le procedure di assegnazione dei lavori per l'allestimento di pannelli fonoassorbenti vicino al distributore e realizzando una piazzola per il lavaggio dei binari, mentre nel budget di quest'anno è prevista anche la sistemazione dell'armamento tra l'officina e viale Ramazzini. Queste opere e queste misure non sono il frutto di decisioni unilaterali, ma sono state suggerite dal tavolo tecnico permanente istituito dal Comune nel novembre 2014 in seguito alle proteste dei cittadini per il rumore e i fumi prodotti dall'avviamento dei mezzi sul fare dell'alba. Vi partecipano il comitato di Santa Croce e i rappresentanti delle aziende ferroviarie interessate, che hanno anzitutto sollecitato i monitoraggi dell'inquinamento. Le misurazioni acustiche hanno evidenziato una criticità soprattutto sul lato Est del deposito per la movimentazione dei treni in esterno, mentre quelli in uscita non hanno causato sforamenti dei limiti di legge. E' stata effettuata anche una campagna di rilevazione della qualità dell'aria, condotta l'anno scorso per due settimane con le scuole aperte e per due settimane, fino a giugno, con le scuole chiuse. Il rapporto finale, consegnato dall'Arpa e dall'Ausl la settimana scorsa, mostra valori mediamente inferiori ai limiti di legge per tutti gli inquinanti, ma con picchi molto elevati e di breve durata (circ4 minuti) durante l'accensione dei motori. «Nel complesso - ammette Tutino - l'area analizzata presenta criticità tipiche di aree come stazioni ferroviarie e parcheggi di camion accentuata da una presenza residenziale nelle immediate vicinanze». (l.s.)
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