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Ndrangheta, ecco cosa c’è negli esposti sul Catasto

Ndrangheta, ecco cosa c’è negli esposti sul Catasto

L’ex direttore di Reggio Emilia Potito Scalzulli ha denunciato «un sistema messo in atto per alterare i valori catastali, abbassandoli»

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REGGIO EMILIA. Valori catastali abbassati per favorire i proprietari di terreni e immobili. Parametri non applicati in modo corretto, con il risultato che alcuni, sempre gli stessi, finivano per pagare imposte inferiori a quelle dovute. E’ questo il tema centrale degli esposti presentati nel corso degli anni dall’ex direttore del Catasto di Reggio Emilia Potito Scalzulli, di cui abbiamo parlato in altre occasioni.

Il valore catastale di un immobile o di un terreno determina l’entità delle imposte di successione, donazione, di registro, ipotecarie e catastali. Quei valori sono la base per calcolare i pagamenti dovuti. L’ex direttore dice di aver rilevato nel corso della sua permanenza a Reggio, dal 2008 al 2013, alcuni casi nei quali le rendite venivano calcolate in modo errato. E le persone che ne beneficiavano, ha scritto, erano sempre le stesse.

Un sistema che il dirigente dice di aver tentato di scardinare. Già poco dopo il suo arrivo Scalzulli riorganizzò alcuni uffici e fece dei cambiamenti. Nel 2010 arrivò contro di lui una lettera anonima nella quale veniva accusato di peculato e si auspicavano controlli da parte dei superiori.

In quel contesto il responsabile dell Catasto fece il primo esposto, nato dunque con una finalità difensiva. Da allora il dirigente ha messo in fila un esposto dietro l’altro, fino all’ultimo, il settimo, quello che a suo avviso ha chiuso in qualche modo il cerchio e fornito tutti gli elementi per delineare quanto accadeva nel suo ufficio.

Accuse che però non sono state ritenute circostanziate dalla procura, tanto che i fascicoli nel corso degli anni sono stati progressivamente archiviati. Recentemente le dichiarazioni del sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, che ha invitato a cercare nel Catasto alcune importanti tracce di quanto accaduto a Reggio nel periodo del “sacco edilizio”, hanno riacceso i fari sulle denunce di Scalzulli. Lo stesso Bini, tra i primi a denunciare le infiltrazioni malavitose nel Reggiano, è stato ascoltato dalla polizia giudiziaria della procura.

Gli esposti dell’ex direttore del Catasto, ora assessore a Galeata, in provincia di Forlì-Cesena, sono note anche alla Dda. Fino ad ora nessuno ha voluto riascoltarlo ma non è escluso che possa accadere.

Lunedì Scalzulli ha sfilato a Reggio alla manifestazione di Libera «per dare una testimonianza di legalità». (j.d.p.)

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