Iren vende tutta la fibra ottica agli inglesi
L’attività non è più strategica: l’azienda incassa 3,9 milioni da British Telecom Italia che punta forte sul mercato emiliano
REGGIO EMILIA. Iren vende energia, si occupa di rifiuti ma non è certo un operatore di telecomunicazioni (tlc). Nonostante questo aveva in pancia circa 1.500 chilometri di fibra ottica, un fascio di cavi sotterranei che attraversa Piacenza, Parma fino a Reggio Emilia, con i quali offre servizi di connessione dati a banda larga non alle famiglie bensì a clienti istituzionali, come le pubbliche amministrazioni, business marginale e commercialmente insidioso per Iren, che ha così venduto l’asset. Il valore complessivo dell’operazione prevede un incasso da parte di Ireti (nuova società che ha da poco sostituito Iren Emilia) di 3,9 milioni di euro. A comprarsi la fibra è Bt Italia, ovvero il ramo italiano di British Telecom, che mette così un piede nel promettente mercato dei servizi rivolti alle imprese emiliane.
L'accordo prevede tre snodi: Bt Italia si compra i 1.500 chilometri di fibra di Iren, Iren pagherà poi un canone a Bt Italia per poter utilizzare il 25% della portata dell’ormai ex rete dati, e Bt pagherà a sua volta un canone per poter tirare nuovi cavi di fibra sfruttando i tubi del teleriscaldamento di Iren, evitando così di scavare e risparmiando soldi. Un intreccio vorticoso di interessi che, secondo le due aziende, è rivolto a una strategia vincente per ambo i fronti. Iren vende un’infrastruttura che non sapeva valorizzare e Bt Italia punta sulle Pmi emiliane sfruttando un’attività in cui già primeggia. L’operazione consente quindi una razionalizzazione del portafoglio di Iren e una valorizzazione delle infrastrutture al servizio del teleriscaldamento cittadino, conservando contestualmente l’accesso alla rete delle tlc per il futuro progetto con i comuni (azionisti e non) sulle smart cities.
«Valorizzare gli asset già presenti sul territorio in maniera innovativa – ha dichiarato il presidente di Iren Francesco Profumo, - è coerente con l’obiettivo di massima efficienza che il gruppo sta assiduamente perseguendo. Ciò porta alla liberazione di importanti risorse economiche e finanziarie utili al fine di consolidare il ruolo di Iren come polo di aggregazione e primario motore di sviluppo delle aree all’interno delle quali opera». «L’operazione costituisce un importante passo in avanti nell’implementazione delle linee guida delineate nel piano industriale – ha commentato Massimiliano Bianco, ad di Iren – attraverso la razionalizzazione di attività non strategiche mantenendo inalterata la capacità del gruppo di erogare servizi a valore aggiunto sul territorio a favore di enti pubblici e degli utenti». Per Gianluca Cimini, ad di Bt Italia, «con questa operazione accresciamo la capacità di erogare servizi su un territorio come quello dell’Emilia che vanta un tessuto imprenditoriale vivace, da sempre incline all’innovazione».
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