Gazzetta di Reggio

Reggio

«Io, derubata in casa, non punto il dito»

di Ambra Prati
«Io, derubata in casa, non punto il dito»

Amabile Carretti, storica esponente della Cgil: vorrei piangere ma non accetto la campagna che demonizza gli stranieri

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REDGGIO EMILIA. La sua casa è stata violata in pieno giorno da ignoti ladri, che hanno fatto piazza pulita dei monili ricordo dei genitori. Ma, pur avendo «voglia di piangere» per l’intimità violata, Amabile Carretti, esponente Cgil da sempre impegnata sul fronte immigrazione, si rifiuta di generalizzare: «I furti ci saranno sempre e se continua così aumenteranno, ma questo non significa che non aiuterò più le persone bisognose. Se i colpevoli di questo raid mi hanno derubato, vuol dire che avevano bisogno: spero che almeno usino i proventi del bottino per mangiare e non per altri fini. Io non ce l’ho con nessuno e non cambio idea, anzi la campagna su zingari e stranieri, dipinti tutti come delinquenti, non la sopporto: è demagogia, le persone malvagie sono in qualsiasi etnìa».

Il furto è avvenuto lunedì mattina, nella palazzina di dodici appartamenti dove Amabile Carretti abita in zona Acque Chiare. «Sono uscita di buon’ora, ho chiuso la porta e, quando sono rientrata alle 14, non mi sono resa conto subito dell’accaduto perché la porta l’ho trovata chiusa - racconta Amabile -. Solo dopo qualche minuto mi sono accorta che c’erano cassetti aperti in sala e scatoline portagioielli vuote in camera da letto. Avevo altri oggetti costosi in casa: I-pad, Mac, macchine fotografiche, ma hanno preso solo monili in oro, catenine, un orologio d’oro da mettere al collo, orecchini. Il valore in sé dei gioielli non mi importa e non saprei quantificarlo, ma il valore affettivo era alto: erano tutti ricordi familiari, appartenenti a mio padre e a mia madre». Amabile ha chiamato la polizia e gli agenti della questura «sono arrivati subito, dopo un quarto d’ora», per fare un sopralluogo: hanno constatato che non mancava denaro («in casa non ne tengo») e «mi hanno detto che si tratta di bande che cercano oro o denaro, liquidi facili e non tracciabili».

Gli addetti ai lavori additano in rom o bande slave gli autori di colpi nelle abitazioni in pieno giorno che arraffano solo oro e denaro. «Non è detto, può essere stato chiunque, è sufficiente andare a rivendere i monili nei Compro Oro per avere i contanti», precisa Amabile. Non è chiaro come abbiano fatto i malviventi a entrare, visto che la porta blindata era stata chiusa con le mandate tanto più che l’ingresso è stato trovato regolarmente chiuso senza alcun segno di effrazione. E pare che non si siano verificate altre sgradite visite nel condominio.

E’ la prima volta che Amabile subisce un furto in casa: «Sono stata derubata in auto, in più occasioni sono spariti borsa e portafoglio, ma in casa per me è una novità... e ci si rimane male».

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