Arriva lo Ius soli, ma ora sarà “temperato”
Ecco cosa contiene il disegno di legge presto in discussione al Senato. Previsto anche lo Ius culturae
REGGIO EMILIA. Ius soli “temperato”. È questa la formula alla base della nuova legge sulla cittadinanza, che presto verrà discussa non senza polemica al Senato. Oggi gli stranieri nati nel nostro Paese possono diventare italiani solo dopo aver compiuto 18 anni, presentando una domanda e avviando un iter burocratico lunghissimo.
Nelle scuole dell’Emilia-Romagna, sono in questa condizione 41.648 iscritti: alunni stranieri senza cittadinanza. Per Ius soli si indica l’espressione giuridica che dà diritto di cittadinanza a chiunque nasca nel nostro Paese, anche da genitori non italiani (si oppone in questo allo Ius sanguinis, per il quale la cittadinanza deriva da quella del genitore).
Con la legge approvata alla Camera, lo Ius soli non potrà però essere l’unica condizione per ottenere la cittadinanza. Di qui l’espressione “Ius soli temperato”. In particolare, oltre al luogo di nascita verrà preso in considerazione anche il luogo di crescita. Non solo. Secondo il disegno di legge, infatti, uno dei due genitori deve avere anche un permesso di soggiorno permanente, testimoniato da un inserimento lavorativo.
Lo stesso genitore deve manifestare la volontà che il figlio abbia cittadinanza italiana. Per i bambini stranieri non nati in Italia ma arrivati nel nostro Paese prima di aver compiuto 12 anni, inoltre, la cittadinanza può essere chiesta anche dopo la frequenza con successo di almeno cinque anni di scuola. Uno straniero entrato in Italia prima del 18esimo anno di età, che vi risiede legalmente da almeno sei anni, può ottenere la cittadinanza anche dopo aver conseguito un titolo di studio, avvalendosi in questo caso del cosidetto “Ius culturae”. (e.spa.)
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