Festeggia i 70 anni prendendo parte alla “Mille Miglia”
Iones Bigliardi e il figlio Mauro in gara con la loro Topolino C «Mio padre la pagò 90 mila lire. L’obiettivo è finire la corsa»
MONTECCHIO. «Per i miei 70 anni mi regalo la Mille Miglia». Così Iones Bigliardi, pensionato montecchiese, commenta la sua prima partecipazione a quella che Enzo Ferrari definì «la corsa più bella del mondo». Quella che dal 1927 al 1957 era la corsa per eccellenza, ora è una rievocazione storica. Ma resta una corsa molto ambita. Non a caso, per l'89ª edizione sono in lista d'attesa oltre 800 vetture, che sperano nella rinuncia di qualcuno dei 440 iscritti.
Iones Bigliardi, con il figlio Mauro, impiegato 44enne, saliranno sulla loro Topolino C del 1950 di colore Blue 418 Lechler per affrontare una corsa durissima. «Se devo essere sincero – dice Iones Bigliardi, membro del Topolino Club Italia, il più prestigioso della piccola di casa Fiat con oltre 350 membri nel mondo – la temo un po'. Immaginarla è una cosa, ma mano a mano che si avvicina la partenza, penso alle prove, ai tempi ristretti e al rischio rotture. Non mi è mai capitato di rimanere a piedi, spero proprio che non mi capiti questa volta».
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Si sta organizzando?
«Un amico di Pratissolo, Gianbattista Ferrari, meccanico in pensione della squadra corse della Rossa di Maranello, mi seguirà lungo il percorso. Appena ha saputo della mia iscrizione, si è messo in moto per esserci». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13193372:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/03/25/news/frascari-e-la-mia-ultima-partecipazione-1.13193372]]
Il suo obiettivo?
«Mi piace la competizione. Ma non posso neppure immaginare in che posizione potrei chiudere la corsa. Il nostro obiettivo è finire la gara».
Si può dire che in questo modo realizza un sogno?
«Sì. Da un paio d'anni ho iniziato a pensare di poterla fare. Poi questo desiderio è cresciuto e a dicembre ho mandato l'iscrizione. Forse sono stato favorito dall’80° compleanno della Topolino».
Come l’ha avuta?
«L'acquistai nel 1966, 50 anni fa. Ero militare a Fornovo e mi serviva un mezzo per rientrare in licenza. Mio padre la pagò 90 mila lire. Non pensavo di tenerla tutta la vita. Nel 1970 acquistai un 128 e le usavo alternate. Avevo messo la Topo a metano per risparmiare. Nel '75 la misi a riposo in garage fino al '95, quando decisi di venderla perché pensavo di faticare a reperire i pezzi di ricambio. L'avevo già venduta, ma il compratore impiegò un mese a decidersi e cambiai idea. Pensai che quella era stata la mia dote quando mi sono sposato. Dovevo tenerla. Nel 1997 la restaurai, riportandola a benzina. E ora eccoci qua».
Parteciperà alla gara con suo figlio. È felice di questo?
«Abbiamo partecipato assieme a tre raduni, ma la Mille Miglia è altra cosa. Sono felice di condividere con lui questa esperienza».
Sa che farla con una Topolino è quasi da "pazzi"?
«Lo so, ma sono stato anche in Polonia, Olanda, Germania e tanti altri posti lontani. Quando la vedono, suscita simpatia. La Topolino l'hanno costruita in tanti, prendendo la base dalla Fiat e poi modificandola. Nel dopoguerra era la vettura più diffusa e sono stati fatti anche dei record». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13193124:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/03/25/news/come-il-giro-d-italia-un-emozione-unica-1.13193124]]
E’ il primo montecchiese a correre alla Mille Miglia.
«Lo so e ne sono felice».
Il figlio Mauro: «Sono passato dall'attesa febbrile a un momento di vuoto totale. Quando ho letto i nostri nomi sulla lista partenti, ho faticato a riprendermi. Il sogno si stava realizzando». Mauro Bigliardi, classe 1972, la Mille Miglia non pensava neppure di farla. Ma quando il padre ha avuto bisogno di un navigatore, di buon grado ha accettato. «Ora sono molto preoccupato perché non abbiamo nessuna esperienza di road book, cronografi e quant'altro. Mi sto documentando come posso e sto cercando su internet tutto quanto possa essere utile. Ma quel che conta è esserci. Questa corsa mi ha sempre entusiasmato. Come l'intero mondo dei motori. Sono uno di quelli che bivaccava la notte al Rally dell'Appennino. Ora non dobbiamo lasciarci prendere dall'entusiasmo e cercare di preparare la nostra partecipazione nel migliore dei modi. Dovremo organizzarci, perché gli spazi sulla Topo non sono agevoli. Ma ce la faremo».
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