Il 4 aprile il voto sulle modifiche allo statuto Iren
REGGIO EMILIA. L'approvazione del nuovo statuto di Iren sarà all'ordine del giorno del consiglio comunale in calendario del prossimo 4 aprile. Questa la proposta che il Pd formalizzerà nella...
REGGIO EMILIA. L'approvazione del nuovo statuto di Iren sarà all'ordine del giorno del consiglio comunale in calendario del prossimo 4 aprile.
Questa la proposta che il Pd formalizzerà nella riunione dei capigruppo fissata per il prossimo 30 marzo. La data è legata alla decisione già assunta dai sindaci di Reggio, Genova e Torno, di andare al voto in contemporanea. Ma i tempi stringono, tenuto conto che il Comune di Torino ha necessità di votare in tempi rapidi prima che il consiglio comunale venga sciolto in vista delle prossime elezioni amministrative. L'approvazione delle modifiche statutarie di Iren (che introducono il voto maggiorato a favore dei soci pubblici e consentirà ai comuni di scendere al di sotto del 51% delle azioni possedute), sarà al centro di una nuova riunione della Commissione consiliare del 31 marzo prossimo. I consiglieri che hanno già ricevuto copia della delibera avranno così modo di formulare ulteriori richieste di informazioni e di chiarimento.
Di certo il voto sul nuovo statuto di Iren sarà anche un momento di verifica - e di probabile frattura - all'interno della maggioranza che sostiene il sindaco Luca Vecchi. Se il gruppo Pd voterà compatto a favore delle modifiche statutarie di Iren - questa almeno la previsione del capogruppo Andrea Capelli - non altrettanto farà invece l'alleato Sel. L'unico consigliere comunale in sala Tricolore Lucia Lusenti ha confermato di condividere e rispettare la decisione del coordinamento provinciale di Sel di votare no. Anche perché aggiunge «non si tratta di un punto contenuto nel programma di mandato». Una decisione che non influirà sull'esito finale, con il Pd che ha un numero di voti sufficiente per approvare il nuovo statuto. Il coordinamento provinciale di Sel dal canto suo ha invece deciso di «votare contro la modifica dello statuto Iren che agevola la vendita delle azioni dei comuni ben sotto il 51%».
Per Sel (che quest'anno non ha avviato il tesseramento in attesa di confluire in Sinistra Italiana) «la proposta dei sindaci soci di Iren di scendere sotto il 51% apre alla sua privatizzazione definitiva. L'introduzione del voto maggiorato è la favola bella che viene raccontata per far credere che il controllo rimarrà saldamente in mano pubblica».
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