La Stradale scopre un computer di bordo alterato a bordo di un tir
Reggio Emilia, oltre 10 mila euro di sanzione per l’autista, più la denuncia penale
REGGIO EMILIA. Dovrebbe essere il “computer di bordo” che registra i dati di ogni viaggio, un deterrente alle violazioni. Ma c’è chi ha trovato il modo di raggirarlo. Una pattuglia della Polstrada di Guastalla ha scovato un autoarticolato di nazionalità ungherese, diretto a uno stabilimento della zona per caricare merce diretta all'estero, con un cronotachigrafo alterato.
Durante un controllo, infatti, gli agenti hanno appurato come i dati forniti dal sistema cronotachigrafo di registrazione dei tempi di guida e di riposo, non coincidevano rispetto al tragitto percorso dal mezzo pesante. Poiché nemmeno il conducente ungherese era in grado di giustificare quelle incongruenze, i poliziotti hanno accompagnato il mezzo fino a una vicina officina meccanica per controlli più accurati.
Qui, con una particolare strumentazione elettronica, i tecnici, affiancati dai poliziotti, sono arrivati al trasmettitore dei dati al tachigrafo digitale che si trova direttamente installato sull'albero di trasmissione del motore. Una volta smontato, hanno rinvenuto al suo interno e ben occultato grazie ad un sistema di sigillatura e verniciatura, tale da confondere un eventuale controllo non accurato, un sofisticato circuito stampato dotato di ricevitore al quarzo.
Il marchingegno è stato immediatamente sequestrato. Contestualmente è scattato il ritiro della patente di guida dell'autotrasportatore, nonchè sanzioni per numerose violazioni al Codice della Strada per un importo superiore ai 10mila euro.
«Alterare il sistema cronotachigrafo significa entrare in una spirale di illeciti amministrativi e penali, creare un cono d'ombra tra quello che dovrebbe essere e quello che si vuole far apparire (o nascondere) e nei coni d'ombra c'è spazio per la concorrenza sleale, per la qualità del trasporto e del traffico, per la sicurezza del lavoratore e di chi si trova sulla sua strada» scrive in una nota il comandante Fabio Polichetti. Oltre, naturalmente, ai rischi per l’incolumità di chi è sulle strade.
«Proprio dalla mancata registrazione corretta dei tempi di guida e riposo, può nascere un pericolo per la sicurezza dei trasporti, poiché un autista, utilizzando tali sistemi fraudolenti, arriva a condurre un veicolo per molte più ore di quelle previste». Per questo, l’autista è stato denunciato anche per il reato connesso alla sicurezza che prevede una reclusione fino a 10 anni.
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