«Latte, il prezzo va alzato altrimenti le stalle chiudono»
REGGIO EMILIA. La forte crisi dei prezzi che ormai da troppo tempo sta attanagliando il mondo della produzione del latte durerà anche per tutto il 2016 e soprattutto non ci si deve aspettare quel...
REGGIO EMILIA. La forte crisi dei prezzi che ormai da troppo tempo sta attanagliando il mondo della produzione del latte durerà anche per tutto il 2016 e soprattutto non ci si deve aspettare quel rimbalzo di prezzo che fino ad oggi è sempre arrivato dopo ogni volta che le quotazioni hanno toccato il fondo. L’obiettivo deve essere quello di riportare la redditività in stalla, si è detto ieri mattina al convegno che si è svolto nella sede reggiana di Legacoop e che ha preceduto l’assemblea di bilancio della cooperativa Lattemilia, ma le strategie di intervento sono tutte da inventare. «Siamo di fronte ad una crisi del settore che non conosce precedenti – puntualizza Giampiero Calzolari presidente di Granarolo – e nei distretti di eccellenza si sta svendendo il prodotto. Servono politiche serie e realistiche a partire dall’etichettatura fino al ritiro di prodotto per ridurre le eccedenze e riequilibrare il prezzo grazie ad un ridimensionamento dell’offerta. Dal 2 aprile prossimo ci saranno ogni giorno importanti quantitativi di latte prodotto e non contrattualizzato. Non possiamo aspettare che le stalle chiudano per riequilibrare il mercato. Servono idee».
Due sono i capisaldi fissati nel coro dell’incontro. Innanzitutto occorre prendere atto del fatto che sempre più il prezzo del latte sarà fissato a livello europeo e non più nazionale e da questo il nostro prodotto, per le sue caratteristiche qualitative, ne uscirà fortemente penalizzato. Una ulteriore considerazione, questa volta relativa al mercato, è quella legata al prezzo del prodotto che di per sè non condiziona la quantità dei consumi e che pertanto porta ad affermare che la politica del prezzo non paga visto che a prezzi più bassi non si è venduto di più soprattutto per quanto riguarda il latte da consumo fresco.
«Abbiamo prodotto il 10% in più – sottolinea Luigi Tamburini di Legacoop – ed abbiamo visto crollare i prezzi del 30%. Occorre essere in grado di abbattere questa caduta dei prezzi».
«I commercianti in questo momento stanno approfittando dei prezzi bassi per fare affari - sottolinea Andrea Volta presidente di Legacoop Emilia Ovest – mentre noi stiamo ancora facendo i conti con costi di produzione che sono più alti rispetto a quelli di altre provincia e sui quali dovremo continuare a limare senza intaccare minimamente il livello qualitativo del prodotto se non addirittura incrementarlo».
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