Procura di Reggio Emilia senza personale, da mesi saltano le udienze
Gli uffici non riescono a emettere i decreti di citazione dei testi in tempo utile. Grandinetti: «Carenza cronica ma ora è crisi»
REGGIO EMILIA. Da alcuni mesi, la giustizia reggiana è pesantemente in crisi. I processi, infatti, sempre più spesso saltano e vengono rinviati per l’assenza dei testi dell’accusa.
Non si tratta di assenze ingiustificate o di errori di notifiche, ma dell’impossibilità a tutti gli effetti di produrre i decreti di citazione da parte degli uffici della procura. La colpa è da imputare alla cronica carenza di organico amministrativo della procura stessa, aggravata nel corso dell’ultimo anno da trasferimenti che il Ministero della giustizia non ha provveduto a compensare. E nemmeno sembra intenzionato a farlo.
«Purtroppo, è tutto vero». La conferma arriva dal procuratore capo Giorgio Grandinetti in persona. E’ lui a spiegare la situazione degli uffici di via Paterlini. «L’organico in procura è ridotto da sempre. Negli ultimi mesi, però, abbiamo perduto per il suo trasferimento l’unico dirigente amministrativo. Ora possiamo contare su di un dirigente una volta alla settimana, per il periodo di applicazione. A questo, bisogna aggiungere che l’unico direttore amministrativo che avevamo è stato trasferito a Parma e non mai è stato sostituito - evidenzia il magistrato - Dei due funzionari presenti sui cinque che dovremmo avere, uno è stato trasferito a Parma e non mai è stato sostituito. Stessa cosa dicasi per un cancelliere trasferito a Roma. A tutto questo, bisogna aggiungere due unità di personale che sono in malattia entrambe da oltre due mesi e due part time, di cui uno orizzontale: lavora solo 4 mesi su 12».
A mandare avanti i lavori in procura, dunque, resta un funzionario. «Che arriva dalla Provincia, e che quindi deve ancora prendere confidenza con la procura» spiega Grandinetti.
Il risultato è una situazione difficile, per usare un eufemismo, in diversi uffici della procura stessa: «Siamo stati costretti a ridurre l’apertura al pubblico del casellario, dove resta una finestra di un’ora ogni giorno e solo una volta alla settimana l’apertura a orario completo» chiarisce il procuratore capo.
Lo stessa “cura” per l’ufficio decreti di citazione, dove una sola impiegata con il nuovo funzionario arrivato dalla Provincia e un dipendente spostato da un altro ufficio devono provvedere anche all’emissione dei decreti di citazione dei testimoni per le udienze.
«Ho anche autorizzato a ore di lavoro straordinario per far fronte alla situazione, trovando per fortuna un dipendente quest’ultimo che ha acconsentito a farle. Ma la situazione resta difficile» va avanti Grandinetti. Il quale si è visto costretto a chiedere la collaborazione del tribunale, rispetto alla fissazione delle udienze. «Molto nutrite, con molti procedimenti per ciascuna. Abbiamo bisogno che le udienze fissande abbiano meno procedimenti per riuscire a sostenerle».
Se da parte degli uffici dei magistrati giudicanti è arrivato l’ok, resta il problema delle udienze già fissate. «Si è creato una sorta di tappo che ci ha costretto a fare delle scelte, rispetto alle udienze. E abbiamo deciso di privilegiare quelle più urgenti. Ma tutto questo, naturalmente, incide sull’efficienza della macchina della giustizia» conclude Grandinetti. Perchè le altre, di fatto, saltano.
E non sembra nemmeno esserci la luce alla fine del tunnel. «Il Ministero della Giustizia ha da poco interpellato i dirigenti pubblici per scegliere le sedi di trasferimento e Reggio Emilia non c’è. Questo nonostante io abbia ripetutamente scritto per farne richiesta - fa notare - E senza un bando di mobilità per questa sede nessuno potrà arrivare. Qui la carenza di personale è cronica, ora stiamo vivendo una fase di acuta». Ma da Roma non sembrano avere in nota la procura di Reggio Emilia.
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