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Brescello verso le elezioni Pd, spauracchio Coffrini

di Andrea Vaccari
Brescello verso le elezioni Pd, spauracchio Coffrini

Il segretario Saverio Bonini: «Quattro membri del direttivo non hanno firmato il programma che vogliamo sottoporre agli iscritti. Pensano a un’altra lista»

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BRESCELLO. In attesa di sapere se il Comune di Brescello sarà o meno sciolto per mafia (il pronunciamento del Ministero dell'Interno è atteso entro il 25 aprile), in paese i vari schieramenti sono alla ricerca del giusto assetto in vista delle prossime elezioni. Non fa eccezione il Partito Democratico che, dopo gli ultimi convulsi mesi che hanno visto le dimissioni del sindaco Marcello Coffrini e i susseguenti scricchiolii interni, sta cercando di ricompattarsi.

Un’impresa non semplice, come spiega il giovane segretario Saverio Bonini, soprattutto dopo i recenti sviluppi.

Bonini, qual è la situazione interna al partito?

«Nel corso dell’ultimo direttivo è stato proposto un documento nel quale si mettevano nero su bianco unità d’intenti e condivisione degli obiettivi. Su venti persone, tra direttivo e segreteria, quattro non lo hanno sottoscritto. Tre di queste persone lo hanno fatto per ragioni politiche, tant’è che non hanno ancora rinnovato la tessera».

Quali sarebbero queste ragioni politiche?

«Abbiamo sentore che si stia lavorando per arrivare a creare una lista alternativa a quella del Pd, e alcune persone non hanno ancora chiarito da che parte stare. Si sono attaccati al fatto che non abbiamo ancora incontrato gli iscritti, ma se non lo abbiamo fatto c’è un motivo.

Ossia?

La situazione ha imposto che prima di incontrare gli iscritti dovessimo arrivare a un chiarimento interno al direttivo».

Tornando indietro, come pensa che sia stata gestita la vicenda delle dimissioni del sindaco?

«Gli equilibri sono cambiati nel momento in cui il prefetto si è pronunciato. Poi il sindaco ha di fatto dichiarato guerra allo Stato e alle istituzioni quando invece avrebbe dovuto temporeggiare e valutare. A quel punto, il partito ha scelto di prendere le distanze. I dissidenti? Hanno preso una posizione diversa da quella del partito ma non abbiamo mai voluto che si allontanassero. L’unico a fornire delle motivazioni sulla propria scelta è stato Gemma».

In vista di eventuali elezioni, che gruppo pensate di presentare?

«La nostra intenzione è quella di non dare troppa continuità al mandato precedente. Ciò non toglie che persone valide come ad esempio l’ex vicesindaco Isabella Mazza non saranno escluse, ma potrebbero rientrare nel progetto del partito con un’altra veste, senza ricoprire incarichi all'interno del Comune».

Rinnovamento, dunque?

«Non vogliamo riciclare niente e nessuno. Vogliamo far capire ai brescellesi che ci siamo e che non scappiamo. Il candidato? E’ ancora presto, prima dobbiamo sistemare gli equilibri al nostro interno».

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