Gazzetta di Reggio

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Operaio folgorato, indagato il titolare

di Serena Arbizzi
Operaio folgorato, indagato il titolare

Aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di Marino Pietri, proprietario della ditta per cui lavorava Ahmed Saraa

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CORREGGIO. Non cessa di suscitare sgomento e scalpore al tempo stesso la morte di Ahmed Saraa, il giardiniere 56enne di origine marocchina, rimasto folgorato venerdì pomeriggio mentre stava potando un ciliegio, nel giardino dell’abitazione di Ovidio Cocconi, in via Nespolo 3/b a Prato.

Ieri, il sostituto procuratore Isabella Chiesi, titolare dell’inchiesta, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di Marino Pietri, il titolare della ditta “Il giardino di Marino” di Prato, per cui lavorava Saraa. Pietri è stato iscritto nel registro degli indagati, al fine di eseguire gli accertamenti necessari per ricostruire ogni dettaglio della vicenda. Su Ahmed Saraa,però, non verrà effettuata l’autopsia.

Sempre ieri mattina, il dottor Mauro Grossi, responsabile del Servizio di prevenzione e sicurezza sul lavoro dell’Ausl di Correggio, che conduce le indagini con i carabinieri e la procura, ha consegnato una relazione tecnica al pm Isabella Chiesi. «In questa relazione si conferma la morte per folgorazione – spiega Grossi – c’è stato, quindi, un passaggio di corrente elettrica attraverso il corpo. Le indagini, poi, punteranno a chiarire la causa della folgorazione. Ci sono due ipotesi ora. La prima riguarda la possibilità che il cavo dell’alta tensione, con energia pari a 15 mila volt, abbia generato un campo elettrico che ha colpito o il cestello o il lavoratore. La seconda ipotesi, invece, prevede che ci sia stato un contatto o di uno strumento usato dal giardiniere deceduto, o di un ramo della pianta con il cavo. Per fare luce sul caso abbiamo messo a punto una task force di esperti: venerdì, sul posto, è intervenuto il nostro tecnico, Roberto Veroni, esperto di antinfortunistica. Nel gruppo di lavoro, Veroni sarà affiancato da tecnici specializzati in impianti elettrici. Nei prossimi giorni, inoltre, è possibile che Enel debba staccare la corrente alle famiglie che abitano nelle vicinanze del cavo dell’alta tensione di via Nespolo, dove si è verificato il decesso. Se sarà necessario questo intervento, Enel darà il preavviso necessario alle famiglie interessate», prosegue Grossi.

L’incidente di cui è rimasto vittima Ahmed Saraa è il secondo infortunio mortale che si verifica in ambito agricolo dall’inizio di quest’anno. Il primo si è verificato il 13 gennaio a Carpineti, dove un coltivatore diretto è rimasto schiacciato da un albero. «Non saranno mai abbastanza le misure di prevenzione che verranno prese per tutelare questi lavoratori – conclude il responsabile della Medicina del lavoro correggese – Occorre mettere a punto una campagna informativa per fare conoscere i potenziali rischi che derivano dal lavoro in questo settore. Nessuno è invulnerabile, tutti possono rischiare parecchio. E molte volte infortuni come i due avvenuti nella nostra provincia negli ultimi mesi colpiscono le categorie di lavoratori più deboli».

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