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Compra telefono su Internet e paga la caparra: è una truffa

MONTECCHIO. Un cellulare di ultima generazione comprato su Internet, con una caparra di 175 euro, e mai arrivato perché mai esistito. Un copione ormai sin troppo frequente in questi anni di crescita...

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MONTECCHIO. Un cellulare di ultima generazione comprato su Internet, con una caparra di 175 euro, e mai arrivato perché mai esistito. Un copione ormai sin troppo frequente in questi anni di crescita continua di acquisti online. L’ultima vittima reggiana è una 40enne residente a Montecchio che aveva trovato un’inserzione che prometteva a un costo più che abbordabile uno smartphone di ultima generazione, un Samsung Galaxy S6 Edge che da listino viaggia attorno ai 700 euro di valore. La montecchiese ha iniziato la trattativa, contattando tramite telefonino e mail i venditori, risultati un 50enne e una 20enne di Taranto. In poco tempo l’affare si è chiuso, la 40enne ha versato una caparra di 175 euro sul conto corrente indicato, e intestato al 50enne.

Dopo di che la compratrice si è messa in attesa del pacchettino con il suo Samsung Galaxy S6 Edge, mai arrivato a destinazione. Quando l’attesa si è fatta sospetta, la donna ha cercato di risentire i venditori, ottenendo prima delle scuse e delle false promesse; in seguito, hanno semplicemente smesso di rispondere alle chiamate e alle mail. La 40enne, allora è andata dai carabinieri portando con sé tutti i dati disponibili, fra cui il numero di cellulare dei presunti commercianti, l’iban del conto corrente e le coordinate dell’annuncio. I tecnici dell’Arma hanno avviato le indagini e in pochissimo tempo hanno rintracciato i due truffatori, che non avevano preso particolari precauzioni per nascondere la loro identità. Il numero di cellulare indicato nell’inserzione è quello in uso alla 20enne pugliese, e lo stesso discorso vale per il conto corrente bancario, intestato al 50enne. Un’ingenuità da parte di due presunti esperti truffatori? Non necessariamente, perché questi inganni vengono replicati ogni volta con decine di persone, e con cifre comunque non esorbitanti. Ora i due pugliesi sono stati denunciati, e la vittima potrà costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento. (adr.ar.)

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