Crac Conabit, il Comune di Reggio Emilia reclama 140 mila euro
Irregolarità nei versamenti Imu e Ici per la coop proprietaria di Parco Ottavi Crediti vantati verso Coopsette (32mila euro) e Iaquinta Costruzioni (24 euro)
REGGIO EMILIA. Il Comune prova a battere cassa, e reclama da Conabit un credito di 144 mila euro per sanzioni emesse dal servizio Entrate, lamentando il parziale o mancato pagamento di Imu o Ici dal 2010 al 2015. È quanto si legge in una recente delibera approvata dalla giunta, nella quale si dà il via libera all’autorizzazione “a presentare domanda di insinuazione al passivo o dichiarazione di credito in riferimento a varie ditte dichiarate fallite o poste in concordato preventivo o in liquidazione coatta amministrativa”.
In totale, sono nove le ditte indicate nel provvedimento, la maggior parte delle quali attive nel campo dell’edilizia, verso le quali l’amministrazione proverà a recuperare crediti vantati per un valore complessivo di circa 210 mila euro. Fra queste, anche Conabit, il consorzio associato a Confcooperative presente a Reggio dal 1978, che si occupava della costruzione di residenze private sotto l’egida della cooperazione bianca.
La coop, in liquidazione coatta dal 12 giugno 2015, era fra le imprese coinvolte nell’operazione Parco Ottavi, di cui era proprietaria del 44% attraverso la società Gli Olmi. E ora il servizio Entrate ha chiesto ai legali del Comune di inviare al commissario liquidatore la documentazione relativa al credito vantato.
Ma non c’è solo Conabit nell’elenco di imprese fallite, in concordato o in liquidazione dalle quali il Comune proverà a tirar su i crediti vantati. Sanzioni per irregolarità nel versamento di Imu o Ici, ad esempio, riguardano anche Coopsette, dalla quale il Comune risulta creditore per un cifra complessiva di 14.470 euro, cui si aggiungono ulteriori 18.630 euro a titolo di sponsorizzazioni.
Ancora da quantificare, invece, il credito nei confronti della Edil Reggio srl, che il tribunale di Reggio Emilia ha dichiarato fallita nel marzo 2014. «Il Comune risulta creditore nei conforti della ditta fallita – si legge nella delibera – di una somma non ancora quantificata dal servizio Entrate, che sta predisponendo gli avvisi di accertamento relativi ai numerosi immobili di proprietà della Edil Reggio srl».
Fra le aziende incluse nella delibera, sempre sul versante edilizio, figura anche la Iaquinta Costruzioni, la società di Giuseppe Iaquinta – imputato in Aemilia e padre dell’ex calciatore Vincenzo – verso la quale il Comune vanta un piccolo credito di 24,30 euro per una multa emessa dalla Municipale. Nei mesi scorsi, la Iaquinta Costruzioni è stata dichiarata fallita dal tribunale di Reggio Emilia.
Ma sul fallimento ad inizio marzo è stato depositato dall’avvocato Carlo Taormina un esposto nel quale si ipotizzano all’origine del fallimento una scrittura privata falsificata e un credito non esigibile. Sull’esposto la Procura ha aperto un fascicolo per tentata truffa.
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