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Feste di Pasqua, a Reggio Emilia turisti con il contagocce

Ambra Prati
Feste di Pasqua, a Reggio Emilia turisti con il contagocce

Solo poche decine di presenze nei musei, stazione Mediopadana presa d'assalto per andare altrove

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REGGIO EMILIA Turisti a Reggio, una specie in via d’estinzione: il ponte appena trascorso di Pasqua ha regalato temperature più che primaverili e i reggiani si sono precipitati in spiagge fuori stagione e in città d’arte a portata di alta velocità, facendo registrare un record negativo nelle raccolte culturali nostrane. Vuoto di visitatori al Museo Diocesano, che ha staccato 40 biglietti in totale nelle tre giornate di sabato, domenica e lunedì: quasi meno di un normale week-end, dove di solito si registrano 20 scontrini.

«Ci aspettavamo numeri maggiori – afferma Fernando Miele, dell’Ufficio Diocesano per i beni culturali – l’anno scorso, quando Pasqua cadeva più avanti e il clima era inclemente, solo il giorno di Pasquetta conteggiammo 90 persone».

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Stesso deserto all’interno dei Musei Civici, dove nella doppietta di Pasqua e Pasquetta sono stati 1.039 i visitatori complessivi, circa 400 in meno rispetto ai 1.470 dell’anno precedente, così suddivisi: Palazzo dei Musei ha registrato 652 visitatori contro gli 888 del 2015, Galleria Parmeggiani 135 visitatori contro 166 e il Museo del Tricolore 252 visitatori contro 416 (quest’ultimo dimezzato).

C’è da dire che le mostre non erano esattamente di grido: sia “Linea Continua”, disegni delle collezioni locali da Lelio Orsi a Omar Galliani, sia l’esposizione “Noi” su Expo, erano agli sgoccioli e chiudevano proprio il 28 marzo. «La diminuzione ha riguardato soprattutto la giornata di Pasqua. Del resto, molto dipende dal meteo – è la lettura di Elisabetta Farioli, responsabile Musei Civici – i dati sono in linea con un fine settimana normale, ma se c’è un caldo come questo…».

Certo la Pasqua è dedicata alla gita mordi e fuggi. Ed è per questo che nel week end di Pasqua la Mediopadana è stata presa d’assalto da viaggiatori quasi tutti in uscita. Nell’ultima festività, infatti, è venuto meno anche il turismo “interno”.

«Da reggiana dico che questa è una città dalla quale è molto facile, grazie all’alta velocità, raggiungere altre città (Milano, Roma) in pochissime ore. E questo è un limite – commenta Farioli – e il turismo da noi è sempre più un turismo di giornata, in special modo per quanto riguarda le visite culturali: Fotografia Europea insegna che la gente viene da fuori provincia se c’è un evento, ma è arduo che si fermino a dormire».

Sui Musei Civici, Farioli vede comunque il bicchiere mezzo pieno: «Nonostante tutto, ritengo che i dati siano buoni – conclude – Da poco abbiamo fatto un’analisi del pubblico del 2015, anche come composizione: l’anno scorso Palazzo dei Musei ha annoverato 53.500 persone, 14.500 la Parmeggiani e 11 mila il Tricolore. Certo, la gratuità favorisce l’accesso, ma è interessante notare come nella fascia dai 18 ai 34 anni abbiamo una media che va dal 21% al 24%: i giovani sono in aumento, escluse le scolaresche (circa 20mila) che calcoliamo a parte».
 

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