La finale di Champions affidata al regista tv Giorgio Galli
Il brescellese, che ha iniziato la carriera a Telereggio, coordinerà uno staff di 200 persone
BRESCELLO. L’aria scanzonata montata su una faccia perennemente giovanile: quella di Giorgio Galli, 54enne di Lentigione di Brescello. Sarà lui il regista della prossima finale di Champions League che si giocherà al Meazza di Milano il prossimo 28 maggio. Un traguardo professionale che lo consacra nel gotha dei migliori registi tv.
«Prevedo una finale Barcellona - Bayern Monaco - dice il regista dal suo paese nella Bassa reggiana, dove ha trascorso le festività pasquali -. Anche se ci sono ancora in corsa corazzate come Psg e Real Madrid. Sarà un evento storico, si prevede un ascolto di 600 milioni di tifosi, lavorerò con uno staff di 200 persone, le televisioni accreditate sono 1800».
Un apprendistato a Telereggio, a partire dal 1988, poi il grande salto. Dalla provincia alla notorietà, fino alla “Scala del calcio”, dove si celebrerà l'evento della sua vita di regista.
«Era la vigilia di Pasqua del 1989 quando ho realizzato il mio primo speciale sulla Reggiana per Telereggio a fianco del giornalista Primo Bertani - ricorda Galli, con un filo di emozione -. La mia storia è partita da lì. Quella giornata mi ha aperto un orizzonte. Non ci volevano far entrare allo stadio di Trieste, a fine partita eravamo addirittura in campo, Zamuner aveva segnato il gol che spalancava la promozione in serie B. Pippo Marchioro ci fece salire sul pullman con i giocatori. Fu un'emozione storica».
Da Reggio a Tele+, poi a Mediaset a partire dal 1997. La prima regia di Champions League tra Parma e Sparta Praga con Ancelotti in panchina. Nel 2001 Galli è nella stanza dei bottoni per la finale di Champions tra Bayern Monaco e Valencia. «Ero il regista dei replay - spiega - un ruolo delicato per eventi di questa portata intercontinentale». Nel frattempo ha messo insieme qualcosa come mille regie di incontri di serie A, un record difficile per chiunque da battere.
«Nel 2009 ho fatto la regia nazionale per Sky nella finale di Champions tra Barcellona e Manchester United. Nel 2012 la finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus, che ha avuto il record di ascolti, 12 milioni di spettatori e il 42% di share. Nel 2013 ho diretto la famosa finale Roma - Lazio e la finale di Supercoppa italiana Juventus - Lazio».
Giorgio Galli è stato proposto alla Uefa dalla direzione e produzione di Mediaset. Per completare il percorso ci voleva il benestare dell'Uefa che ha preso in esame diverse cassette. Alla fine è arrivato il tanto atteso benestare. «E' un percorso che è partito a maggio dell'anno scorso, il primo settembre del 2015 ho fatto il sopralluogo allo stadio con le autorità competenti. La finale prevede 41 telecamere allo stadio e 11 postazioni mobili, tra elicotteri e moto che seguiranno le squadre dall'uscita dell'albergo fino all'arrivo negli spogliatoio».
E' uno che ha un talento incredibile - dice l’amico Primo Bertani - estremamente meticoloso e attento alla cura dei particolari. Fare il regista televisivo è un modo di comunicare, Giorgio ha un'innata creatività artistica, è questo che fa la differenza a certi livelli».
Galli resta con i piedi ben piantati nella sua reggianità. «Se penso alla finale di Champions, mi viene la pelle d’oca - racconta - ma il mio pensiero è sempre alle origini, alla Reggiana di Marchioro, Silenzi, Facciolo, Scienza, Morello e Bucci, e al Brescello di Bertolotti, Oldoni, Pompini e Talignani. Mi piace sempre guardare indietro da dove sono partito».
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