La guerra reggiana narrata agli anziani
La trasmissione del “ricordo”dei luoghi dello sterminio affidata ai giovani che incontrano ospiti delle case di riposo
REGGIO EMILIA. Un viaggio che non termina, e che ora si apre alla città. Il Viaggio della Memoria 2016 ha concluso la sua fase principale, quella all’estero, con tre settimane di visite a Praga, al campo di Terezin e al villaggio annientato di Lidice, coinvolgendo più di mille studenti. Il percorso però non è concluso, e d’altronde non era nemmeno iniziato a Praga: nei mesi precedenti alla partenza ci sono stati incontri formativi culminati con la testimonianza di Helga Weissova, superstite di Terezin e Auschwitz e artista, nel giorno della memoria.
Il congedo ufficiale ci sarà il 19 aprile al teatro Valli con un altro ospite, Avraham Aviel, 89enne partigiano ebreo, unico superstite della sua famiglia. Nato in un piccolo villaggio in Galizia, in quella che all’epoca era Polonia e oggi è Bielorussia, ha visto la madre e i fratelli fucilati nelle fosse comuni della prima fase della “liquidazione” nazista. È riuscito a scappare, a unirsi al padre e al fratello maggiore combattendo giovanissimo come partigiano, e perdendo gli altri due parenti durante il conflitto. Dopo lunghe peregrinazioni che lo hanno portato anche in Italia è andato a vivere in Israele, e qui è stato uno dei testimoni del processo Eichmann, fra i pochissimi superstiti delle operazioni del 1941-42.
Durante il viaggio a Praga gli studenti hanno lavorato su quello che hanno visto offrendo i loro pensieri a caldo, da soli, come classe, assieme ai docenti: tutti materiali raccolti nel diario di Viaggio e pubblicati in parte sulla Gazzetta. Tornati a casa, adesso sono disponibili tre percorsi dedicati alla storia della città. Il primo è un laboratorio radiofonico assieme a Rumore, la webradio universitaria. Un inviato della radio, Francesco Benati, ha partecipato al viaggio e assieme ad alcune classi realizzerà un programma con le voci e i pensieri degli studenti, testimonianza sonora della loro esperienza.
Un’altra possibilità è un laboratorio sulla toponomastica reggiana, per conoscere le origini delle vie e delle piazze cittadine: nomi e titolazioni che spesso parlano della nostra storia ma che a decenni di distanza dalla loro “nascita” rischiano di essere incomprensibili ai più giovani. Per questo Alessandra della sezione didattica di Istoreco coordinerà un’attività di riscoperta della toponomastica cittadina assieme ad alcune classi viaggiatrici. Si sceglieranno alcune vie e alcune piazze, che verranno mappate e studiate sia in aula sia sul posto. Alla fine si faranno delle possibili idee di “sottotitolazione”, per rendere i luoghi più comprensibili a tutti quanti.
Il terzo progetto si rivolge ai testimoni locali, agli anziani reggiani. Si chiama “Dalle foglie alle radici” e avrà come protagonista la classe 5C del liceo Moro. Gli studenti incontreranno gli ospiti di una o più case residenza di Rete, persone che hanno vissuto l'esperienza della guerra, della occupazione nazi fascista dell'Italia e della Resistenza. Per le ragazze e i ragazzi sarà l'occasione per raccontare cosa ha significato per loro questa esperienza, la trasmissione della memoria sarà dai più giovani ai più anziani.
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