Gazzetta di Reggio

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Laura ha riaperto gli occhi dopo l’incidente

di Stefano Totaro
Laura ha riaperto gli occhi dopo l’incidente

Dà segnali di miglioramento la ragazza di Correggio che si trovava sul “bus della morte” in Spagna

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CORREGGIO. Laura ha aperto e sbattuto gli occhi. E ha anche mosso un braccio. Un giorno di Pasqua dai molteplici e profondissimi significati quello di domenica scorsa per la famiglia di Laura Ferrari, la studentessa Erasmus di 23 anni, nativa di Correggio e residente a Modena, rimasta ferita durante il terribile incidente del bus su cui viaggiava assieme ad altre studentesse e che ha causato la morte di tredici giovani. I famigliari della ragazza da giorni sono a Barcellona: entrano ed escono dall'ospedale Santa Creu e Sant Pau, ad orari stabiliti dall'equipe medica della Medicina intensiva, il reparto dove Laura si trova ricoverata.

«Quell'aprire e chiudere gli occhi è stato il primo segnale di vita di mia sorella» dice Lorenzo, fratello di Laura, rientrato a Modena dove oggi incontrerà il rettore dell’università, Angelo Andrisano. «Prima era sempre lì, immobile, sul lettino, con i macchinari, intubata e addormentata – prosegue Lorenzo – Speranze? Io e i miei genitori siamo forti... Non vogliamo cantare vittoria o lasciarci prendere dall'entusiamo. Però è stato un momento così intenso, una contentezza enorme. Eravamo lì, tutti e tre, tutti bardati con cuffie, mascherine e protezioni, accanto al letto. Laura ha pure mosso un braccio, insomma ... una cosa grandissima». Eppure c’era stata quella ricaduta, quell’embolo che aveva costretto i medici a intervenire chirurgicamente un’altra volta, allungando, almeno nelle previsioni, il tempo del recupero. «Evidentemente l’imprevisto non è stato poi così grave – dice Lorenzo – ma ripeto, siamo solo ai primi passi. In pratica i medici ora stanno gradatamente abbassando il dosaggio dei tre medicinali, delle tre sostanze che inducono Laura in coma farmacologico. Quando quindi la sedazione è minima procedono con gli stimoli per vedere se Laura reagisce. La prima prova è stata domenica. Il battito degli occhi e il movimento del braccio sono state le risposte agli stimoli».

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