Laura ha riaperto gli occhi dopo l’incidente
Dà segnali di miglioramento la ragazza di Correggio che si trovava sul “bus della morte” in Spagna
CORREGGIO. Laura ha aperto e sbattuto gli occhi. E ha anche mosso un braccio. Un giorno di Pasqua dai molteplici e profondissimi significati quello di domenica scorsa per la famiglia di Laura Ferrari, la studentessa Erasmus di 23 anni, nativa di Correggio e residente a Modena, rimasta ferita durante il terribile incidente del bus su cui viaggiava assieme ad altre studentesse e che ha causato la morte di tredici giovani. I famigliari della ragazza da giorni sono a Barcellona: entrano ed escono dall'ospedale Santa Creu e Sant Pau, ad orari stabiliti dall'equipe medica della Medicina intensiva, il reparto dove Laura si trova ricoverata.
«Quell'aprire e chiudere gli occhi è stato il primo segnale di vita di mia sorella» dice Lorenzo, fratello di Laura, rientrato a Modena dove oggi incontrerà il rettore dell’università, Angelo Andrisano. «Prima era sempre lì, immobile, sul lettino, con i macchinari, intubata e addormentata – prosegue Lorenzo – Speranze? Io e i miei genitori siamo forti... Non vogliamo cantare vittoria o lasciarci prendere dall'entusiamo. Però è stato un momento così intenso, una contentezza enorme. Eravamo lì, tutti e tre, tutti bardati con cuffie, mascherine e protezioni, accanto al letto. Laura ha pure mosso un braccio, insomma ... una cosa grandissima». Eppure c’era stata quella ricaduta, quell’embolo che aveva costretto i medici a intervenire chirurgicamente un’altra volta, allungando, almeno nelle previsioni, il tempo del recupero. «Evidentemente l’imprevisto non è stato poi così grave – dice Lorenzo – ma ripeto, siamo solo ai primi passi. In pratica i medici ora stanno gradatamente abbassando il dosaggio dei tre medicinali, delle tre sostanze che inducono Laura in coma farmacologico. Quando quindi la sedazione è minima procedono con gli stimoli per vedere se Laura reagisce. La prima prova è stata domenica. Il battito degli occhi e il movimento del braccio sono state le risposte agli stimoli».
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