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Gli studenti si coalizzano contro le multe di Seta

di Ambra Prati
Gli studenti si coalizzano contro le multe di Seta

Su Facebook una rete per contrastare le sanzioni agli abbonamenti già timbrati «Stanchi di pagare ingiustamente». L’azienda di trasporto: «La norma è legge»

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REGGIO EMILIA. Una “rete” tra gli istituti scolastici superiori, sia via Facebook sia sensibilizzando studenti e insegnanti all’interno delle scuole, affinché si riescano ad organizzare forme di protesta collettive contro le multe a chi non timbra l’abbonamento. È l’idea lanciata da Studenti Autorganizzati, Collettivo Studentesco Chierici e Collettivo Studentesco Canossa. Da tempo gli studenti sono in rivolta contro la nuova normativa, percepita come ingiusta, che prescrive all’utente provvisto di abbonamento, nel momento in cui si sale sul bus, di convalidarlo avvicinandolo all’obliteratrice.

Nel caso in cui non lo faccia, la multa da pagare è di 6 euro, ma nell’arco di 5 giorni può arrivare fino a 66 euro.

«Ci chiediamo quale necessità ci sia di procedere ad una multa alla conferma che l’abbonamento è già stato abbondantemente pagato», sottolineano gli studenti. I collettivi denunciano un crescendo di verifiche («da quando vige questa regola, i controlli effettuati sui mezzi negli orari di entrata e uscita dalle scuole sono notevolmente aumentati») e si dicono indignati per «quello che crediamo essere un vero e proprio abuso di regolamento, che sta facendo strage di multe sui mezzi».

«Siamo stanchi di essere sempre noi a pagare eccessivamente per un servizio che è strettamente legato al nostro diritto allo studio – afferma Andrea Marzolino, attivista degli Studenti Autorganizzati – nelle nostre assemblee il dissenso contro questa “novità” è un leitmotiv ricorrente. Quello che vorremmo far presente è che noi utenti paghiamo già abbondantemente un servizio che molte volte si dimostra inefficiente, perché non ci permette sempre di raggiungere le scuole in orario e in sicurezza. In più si aggiunge la beffa di essere multati anche quando abbiamo il titolo di viaggio, perché per motivi  fisici non ci è possibile convalidarlo». Il riferimento è ai “bus bestiame”, stipati all’inverosimile, che rendono una lotta insensata raggiungere l’obliteratrice ogni volta che si sale: «Negli orari di punta, è già tanto se si riesce a salire», proseguono gli studenti. Un sovraffollamento ben noto, «ma la politica aziendale è quella di trovare sempre nuovi modi per spostare denaro dalle tasche degli utenti alle proprie».

Seta, da parte sua, ribadisce che la normativa è stata imposta in tutta la regione a fini statistici (per monitorare le fasce orarie di flusso e migliorare il servizio): «Non è una nostra idea, è un obbligo di legge e bisogna solo adeguarsi», aggiungono dall’azienda di trasporto, sottolineando che la multa è una cifra simbolica e che «a noi costa di più comminare un’ammenda così bassa che incassarla: ci rimettiamo, ma non possiamo fare altrimenti». L’azienda trasporto pubblico, che aveva già promosso una campagna informativa nel settembre scorso, annuncia che lunedì presenterà «un altra campagna sia a bordo sia a terra», ammettendo implicitamente che ce n’è bisogno. «Il 70% delle persone timbra, il messaggio tutto sommato sta passando», concludono da Seta.

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