Parcheggiatori abusivi? A prova di sbarre
Il racconto di una turista “boccia” la sosta in arrivo anche all’ospedale: «Circondata da sette uomini»
REGGIO EMILIA. La sbarra come rimedio per contrastare il fenomeno dei parcheggiatori abusivi? Non si direbbe, almeno stando a quanto avvenuto all’ex caserma Zucchi, dove da tempo è attivo questo sistema di pagamento della sosta che presto sarà introdotto anche nel parcheggio dell’ospedale. È quanto testimoniato dal racconto di Patrizia Baraldi, una turista in visita a Reggio Emilia durante le feste di Pasqua, che per fare un giro nella nostra città aveva deciso di parcheggiare la propria auto proprio all’ex caserma Zucchi.
«Non è piacevole visitare una città parcheggiando appositamente a pagamento per sentirsi più “sicuri” e venire importunati a quel modo senza che non ci sia nessuno a controllare e sorvegliare il parcheggio», racconta la donna, descrivendo un biglietto da visita della nostra città non proprio allettante per i turisti.
«Ho parcheggiato per tre ore ma ho avuto spiacevoli incontri - aggiunge la turista – Al momento di pagare alla cassa automatica sono stata circondata da sette personaggi di colore (tutti uomini) che insistentemente chiedono soldi e che avevo già notato al momento di lasciare l’auto parcheggiata. Questi personaggi stazionano nel parcheggio, vicino alle casse automatiche, importunando le persone e chiedendo l'elemosina. Visto che si tratta anche di un parcheggio a pagamento, non potrebbe essere più sicuro e controllato? Ovviamente ho dovuto per forza lasciare delle monete a quei tipi vista l’insistenza e il fatto che, se non gli lasci nulla, ti seguono fino all’auto (io ero da sola), non è stato bello».
Un problema al quale Filippo Lodetti, amministratore di Reggio Emilia Parcheggi, ammette di non riuscire a trovare rimedio: «Il parcheggio è vigilato con una persona ogni mattina - spiega - e abbiamo un sistema di videocontrollo attivo 24 ore su 24. Non esiste alcuna possibilità di allontanare fisicamente questi soggetti».
Secondo l’amministratore di Reggio Emilia Parcheggi, «si tratta di un fenomeno che, per quanto poco piacevole, è davvero difficile da estirpare, perché questi soggetti di fatto non compiono reati. Al momento non mi risultano infatti denunce a loro carico. Il loro allontanamento comunque non spetta al gestore, che non ha alcun strumento per poterli allontanare». (e.spa.)
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