Posta a giorni alterni in 16 paesi reggiani
Dal venerdì il cambiamento di Poste Italiane. Mauro Bigi (piccoli Comuni): «Si continuano a penalizzare le realtà marginali»
REGGIO EMILIA. La posta ordinaria a giorni alterni in tutta la montagna e in buona parte dei piccoli Comuni reggiani. Dal 1° aprile anche in provincia di Reggio Emilia inizia la consegna della posta ordinaria di Poste Italiane a giorni alterni, uno dei principali interventi previsti dal piano di riorganizzazione approvato nel 2015. I punti cardine sono la chiusura di molti uffici e la razionalizzazione parziale della consegna della corrispondenza ordinaria. Cosa significa? D’ora in poi la posta arriverà a giorni alterni in 16 Comuni reggiani: una settimana con consegna al lunedì, mercoledì e venerdì; quella seguente al martedì e giovedì, e così via. Tutti i Comuni montani sono coinvolti assieme ad altre piccole realtà. I paesi colpiti sono quelli a minor densità abitativa, dove le spese della distribuzione quotidiana sono più difficili da pareggiare con le entrare garantire dalle poche spedizioni: in montagna, Baiso, Carpineti, Casina, Castelnovo Monti, Toano, Ventasso, Vetto e Villa Minozzo; poi Viano nella valle del Tresinaro; Canossa, Campegine, Gattatico e San Polo in Val d’Enza; nella Bassa, Gualtieri, Poviglio e Luzzara. Una bella fetta di territorio reggiano, e d’altronde si parla di un processo che coinvolgerà in totale più di mille Comuni italiani, con 411 chiusure di uffici e 599 razionalizzazioni del servizio.
I disagi sono di due ordini. Da un lato, servizi e pubblicazioni periodiche che potrebbero avere grandi problemi nelle settimane con l’alternanza “sbagliata”. Dall’altro, il tema più importante, un altro provvedimento che penalizza i paesi più piccoli e deboli.
«Qui si continua a penalizzare le realtà marginali, quelle di dimensioni ridotte», sottolinea Mauro Bigi, sindaco di Vezzano, che parla come coordinatore regionale dei piccoli Comuni Anci. Il suo territorio non è coinvolto direttamente, ma «il tema è ben più alto. I costi nei paesi piccoli sono più alti? È ovvio. Ma queste devono essere scelte politiche, non solo economiche. Se si guarda solo al maggior guadagno, allora il servizio nelle aree periferiche verrà sempre più indebolito per puntare solo su quelle ad alta densità abitativa. Solo che così si penalizzerà ulteriormente le aree marginali. E attenzione: per come è fatta l’Italia, stiamo parlando quasi del 50% del territorio, non è una cosa da poco. Chiaro che, per i vari amministratori delegati e membri del Cda, i numeri si fanno così, non certo portando una bolletta in una nostra frazione in montagna. Ma a questo servono le Poste».
L’Anci ha chiesto un intervento del governo, principale azionista di Poste Italiane, sul tema, e ora si rimane in attesa. «Le Poste hanno dato la disponibilità a ragionare sull’argomento, speriamo che a breve si possa discutere. Per ora però la razionalizzazione va avanti, dal 1° aprile sarà attiva anche a Reggio Emilia», conclude Bigi.
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