Gazzetta di Reggio

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Prostituzione nei circoli, in 4 a processo

di Elisa Pederzoli
Prostituzione nei circoli, in 4 a processo

E’ l’accusa rivolta ai gestori di tre locali tra Reggio Emilia e Castelnovo Sotto: nei privè le prestazioni a pagamento

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REGGIO EMILIA. Le accuse sono pesanti: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il contesto: quello dei circoli privati. Secondo l’accusa - titolare dell’inchiesta il pubblico ministero Maria Rita Pantani - nei privè dei locali dove per entrare serve la tessera le ragazze si prostituivano, e i gestore dei locali non erano all’oscuro di quello che avveniva lontano da occhi indiscreti. Ieri mattina, il primo verdetto del giudice per le udienze preliminari, Antonella Pini Bentivoglio: rinvio a giudizio per quattro persone. Che ora dovranno affrontare il giudizio della tribunale collegiale.

I fatti si riferiscono al 2011 e ai periodi precedenti. Tre i circoli finiti sono la lente degli investigatori: si tratta del “Giano Bifronte” di via Brigata Reggio e “Cenerentola” di via Pansa entrambi a Reggio Emilia e del “Night Guy’s Philippine Basket Asd” di Castelnovo Sotto.

Secondo l’accusa, una brasiliana 53enne residente a Casina Nelma Maria Albmeida De Costa , detta Adriana, si occupava di reperire le ragazze in Brasile. Sarebbe stata lei a provvedere, per ciascuna di coloro che accettavano di venire in Italia, al biglietto aereo, all’alloggio e poi ad avviarle a lavorare nei locali notturni del Reggiano. Lavoro però che non si sarebbe limitato solo nell’intrattenimento dei clienti dei vari locali notturni, ma anche in vere e proprie prestazioni sessuali a pagamento. Percependo, sostiene l’accusa, denaro da quella attività di prostituzione direttamente dai gestori del circoli.

Il pubblico ministero, poi, relativamente al ruolo dei titolari del locali sostiene che avrebbero tollerato la presenza delle ragazze, percependo dalla loro attività denaro.

E’ contro queste pesanti accuse che dovranno difendersi davanti ai giudici Guido Beretti 70enne residente a Reggio al tempo titolare del “Giano Bifronte”, Raffaele Diana 60enne originario del Casertano residente in città e all’epoca dei fatti titolare del “Cenerentola” e i filippini Joseph Salva 55 anni e Jocelyn Salva 61 anni residenti a Castelnovo Sotto e titolari del circolo “Nigh Guy’s”. A difenderli gli avvocati Alessandro Conti e Franco Sarzi Amadè. Stralciata la posizione della donna, Nelma Maria Coste de Almeida, a cui non è stato possibile notificare gli atti.

Il gup ha deciso per il rinvio a giudizio per i quattro. Ora, la palla passa alla corte che si riunirà il prossimo 4 maggio alle 9, data in cui è stata fissata la prima udienza del processo per dibattimento.

Sono due le ragazze, che secondo il pm si prostituivano, che sono state identificate e che hanno raccontato quello che avveniva agli investigatori. Ma ce ne sarebbero state altre per le quali non si è arrivati alla identificazione.

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