Unieco ristruttura i debiti del ponte per l’Expo 2015
Il consorzio Pontexpo costituito con Cmb ha consegnato l’appalto da 128 milioni ma il socio Cdc è finito in concordato facendo scattare la procedura in tribunale
REGGIO EMILIA. Un appalto da 128 milioni di euro per costruire un ponte sospeso lungo 600 metri considerato uno dei simboli dell’Expo 2015 è diventato l’ennesima grana per Unieco. Pontexpo, consorzio con sede in via Ruini nel palazzo di Unieco, è andato infatti in sofferenza, spinto verso il fondo dalla crisi nera e dai concordati che hanno travolto alcuni soci. L’unica via d’uscita per la coop reggiana delle costruzioni è stata la ristrutturazione dei debiti sotto l’egida del tribunale di Reggio, che ha offerto maggiori garanzie ai creditori offrendo un piano di rientro.
Unieco nel 2012 ha dato vita a Pontexpo insieme alla Cmb di Carpi (rimasta in salute) tramite un altro consorzio chiamato Eureca, con quote dell’appalto pari al 25% ciascuno. Lavori che valevano oro colato in tempi di estrema crisi per il settore e per la stessa Unieco, che sta cercando con fatica e una buona dose di determinazione di portare a termine la sua ristrutturazione del debito. Nella compagine sociale di Pontexpo, però, c’è anche la Cdc di Modena, determinante con il suo 25% per le sorti del consorzio creato per l’Expo ma finita nel 2015 in concordato preventivo. Il default della Cdc ha comportato lo squilibrio dei conti del consorzio stesso nonostante i lavori di realizzazione del ponte e delle opere connesse siano andate avanti, consegnate nell’aprile dell’anno scorso, in tempo per il taglio del nostro a giugno di Expo. Pontexpo conta a inizio 2015 attivi consistenti per 28 milioni di euro e nessuna perdita. L’incaglio ha riguardato le esposizioni debitorie e soprattutto il rapporto finanziario tra le coop socie. Il recupero dei crediti verso i soci è diventato difficoltoso anche verso la Cic spa, anche questa finita in concordato, e che insieme alla Vitali spa detiene il restante 25% della compagine sociale del consorzio.
Il ponte disegnato da Antonio Citterio e Patricia Viel resta un’opera al servizio di Milano: è lungo poco più di mezzo chilometri e collega la città all’ormai ex area dell’Expo fra A4 e A8. Il ricorso alla ristrutturazione dei debiti, andata a buon fine, è però la conseguenza dei concordati preventivi che, a cascata, hanno permesso di salvare rami d’azienda mettendo però in difficoltà spesso la filiera dei piccoli fornitori rivelandosi ora una grana anche per le grandi coop.
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