Gazzetta di Reggio

Reggio

Unieco ristruttura i debiti del ponte per l’Expo 2015

di Enrico Lorenzo Tidona
Unieco ristruttura i debiti del ponte per l’Expo 2015

Il consorzio Pontexpo costituito con Cmb ha consegnato l’appalto da 128 milioni ma il socio Cdc è finito in concordato facendo scattare la procedura in tribunale

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REGGIO EMILIA. Un appalto da 128 milioni di euro per costruire un ponte sospeso lungo 600 metri considerato uno dei simboli dell’Expo 2015 è diventato l’ennesima grana per Unieco. Pontexpo, consorzio con sede in via Ruini nel palazzo di Unieco, è andato infatti in sofferenza, spinto verso il fondo dalla crisi nera e dai concordati che hanno travolto alcuni soci. L’unica via d’uscita per la coop reggiana delle costruzioni è stata la ristrutturazione dei debiti sotto l’egida del tribunale di Reggio, che ha offerto maggiori garanzie ai creditori offrendo un piano di rientro.

Unieco nel 2012 ha dato vita a Pontexpo insieme alla Cmb di Carpi (rimasta in salute) tramite un altro consorzio chiamato Eureca, con quote dell’appalto pari al 25% ciascuno. Lavori che valevano oro colato in tempi di estrema crisi per il settore e per la stessa Unieco, che sta cercando con fatica e una buona dose di determinazione di portare a termine la sua ristrutturazione del debito. Nella compagine sociale di Pontexpo, però, c’è anche la Cdc di Modena, determinante con il suo 25% per le sorti del consorzio creato per l’Expo ma finita nel 2015 in concordato preventivo. Il default della Cdc ha comportato lo squilibrio dei conti del consorzio stesso nonostante i lavori di realizzazione del ponte e delle opere connesse siano andate avanti, consegnate nell’aprile dell’anno scorso, in tempo per il taglio del nostro a giugno di Expo. Pontexpo conta a inizio 2015 attivi consistenti per 28 milioni di euro e nessuna perdita. L’incaglio ha riguardato le esposizioni debitorie e soprattutto il rapporto finanziario tra le coop socie. Il recupero dei crediti verso i soci è diventato difficoltoso anche verso la Cic spa, anche questa finita in concordato, e che insieme alla Vitali spa detiene il restante 25% della compagine sociale del consorzio.

Il ponte disegnato da Antonio Citterio e Patricia Viel resta un’opera al servizio di Milano: è lungo poco più di mezzo chilometri e collega la città all’ormai ex area dell’Expo fra A4 e A8. Il ricorso alla ristrutturazione dei debiti, andata a buon fine, è però la conseguenza dei concordati preventivi che, a cascata, hanno permesso di salvare rami d’azienda mettendo però in difficoltà spesso la filiera dei piccoli fornitori rivelandosi ora una grana anche per le grandi coop.

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