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Delegazione reggiana in Tunisia per ricordare il fondatore Dante Bigliardi

Delegazione reggiana in Tunisia per ricordare il fondatore Dante Bigliardi

Reggio Emilia, viaggio all'estero della federazione per sfatare i pregiudizi sull'immigrazione

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REGGIO EMILIA Poche settimane fa, una delegazione reggiana ha visitato la Tunisia, passando diverso tempo nella città di Zeramdin, nella provincia di Monastir, grazie a un’iniziativa promossa da Filef (Federazione italiana lavoratori emigrati e famiglie) in collaborazione con il Comune e la Provincia, la comunità tunisina reggiana, la Croce Verde e il Centro di cultura islamica. Un momento di condivisione per omaggiare la figura di Dante Bigliardi, il fondatore della Filef.

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«La sera prima degli attentati di Bruxelles eravamo rientrati dalla Tunisia dove abbiamo trascorso quattro giorni di incontri e manifestazioni che coincidevano con due anniversari: l’assalto terrorista al Museo del Bardo, nel quale persero la vita anche alcuni italiani e la proclamazione dell’indipendenza tunisina – raccontano i volontari della Filef –. Siamo andati per presentare il libro di Stefano Morselli, in lingua italiana e in lingua araba, dedicato a Dante Bigliardi».

Attorno alla presentazione del libro «è nato un più ampio progetto di amicizia e di cooperazione, in particolare con Zeramdin, dalla quale provengono ben 1.500 immigrati che vivono e lavorano in terra reggiana. Siamo stati ricevuti con entusiasmo e grande ospitalità, dalle istituzioni locali, da associazioni di volontariato, da tanti cittadini». La visita reggiana è stata vissuta come “un evento, perché in netta contro-tendenza rispetto all’atmosfera di diffidenza, di ostilità, di paura che le drammatiche vicende del Medio Oriente e gli attentati terroristici puntano a diffondere. E perché gli amici tunisini ci tenevano a testimoniare direttamente il loro rifiuto, la loro rabbia contro i fanatici sanguinari che infangano e bestemmiano la loro stessa religione».

L’esperienza si è conclusa proprio nelle ore degli attentati, definiti «notizie orribili, come tante di questi ultimi mesi. Notizie di fronte alle quali i nostri piccoli sforzi e le nostre parole di pace e di amicizia sembrano impallidire. Ma non deve essere così. Vengono in mente le parole di congedo che ci ha rivolto un amico tunisino: “Non riusciranno a sconfiggere la nostra amicizia, la nostra volontà, la nostra resistenza”».
 

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