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«Erbicida pericoloso, il Comune di Reggio Emilia lo vieti»

di Claudio Corradi
«Erbicida pericoloso, il Comune di Reggio Emilia lo vieti»

I grillini lanciano l’allarme contro l’uso del glifosato, usato anche per il diserbo di strade e parchi

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REGGIO EMILIA. Il M5s reggiano sta conducendo una battaglia contro l’utilizzo del glifosato, il più noto principio attivo erbicida a livello mondiale di cui si discute recentemente per la sua pericolosità sulla salute umana. Una battaglia che si sta svolgendo sia a livello europeo, dove si sta discutendo per il rinnovo per altri 15 anni del permesso al suo impiego, sia a livello regionale che locale, allo scopo di arrivare ad eliminare questa sostanza dai nostri campi.

«A Reggio – puntualizzano dal M5s – abbiamo presentato una mozione per impegnare sindaco e giunta a vietare l’utilizzo di tutti i prodotti che contengano questo principio attivo su tutto il territorio comunale, comprese le aree pubbliche». In effetti, stando a quanto spiegano i tecnici del Consorzio Fitosanitario della nostra provincia, quasi il 50% di questo principio attivo viene utilizzato su aree non agricole per il diserbo di strade, parchi e aree industriali.

In questi casi talvolta l’utilizzo non viene effettuato da personale sufficientemente preparato rispetto agli agricoltori, che invece sono dei professionisti con l’obbligo di essere costantemente aggiornati. Il M5s oltre ad un monitoraggio sullo stato delle acque chiede anche di fare informazione ai cittadini.

Da questo punto di vista, il Consorzio Fitosanitario conferma, come sempre, la propria disponibilità a fornire un’ampia gamma di informazioni, supportate da dati scientifici. I nuovi orientamenti agronomici e i sempre più restrittivi disciplinari stanno ulteriormente disincentivando l’utilizzo del glifosato e di tutti gli erbicidi, come gradualmente successo dal 1970 ad oggi con l’introduzione del progetto di lotta guidata, oggi evolutosi in difesa integrata. Negli ultimi 30 anni il quantitativo di fitofarmaci utilizzato in agricoltura in Emilia-Romagna è più che dimezzato e questo sta a significare che l'utilizzo corretto di questi prodotti sta andando sempre più nella giusta direzione.

«Non si tratta certo di acqua minerale – spiegano dal Consorzio – ma il problema vero sta nell’utilizzo improprio da parte di persone non preparate come sono gli agricoltori. Nel caso di ritrovamento di residui di glifosate nella birra si tratta di un vero abuso visto che il prodotto non può essere distribuito sulla coltura ma solo sulle infestanti prima dell’emergenza della coltura stessa. Questo non centra nulla con l’agricoltura corretta».

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