Reggio Emilia: in aumento le imprese gestite dagli stranieri
Con un incremento del 3,6%, la città si conferma al quinto posto nazionale. Tornano ad aumentare i cinesi e spuntano nuove società azere e armene
REGGIO EMILIA. È cresciuta, anche nel 2015, la componente straniera nell’ambito delle imprese reggiane, che ha così raggiunto un’incidenza percentuale del 13,7% sul totale delle attività presenti in provincia, pari a 55.911 imprese. Con un incremento annuo del 3,6%, pari a 270 unità in più rispetto al 2014, il numero di aziende reggiane guidate da stranieri è passato da 7.411 a 7.681, a fronte di una contrazione dell’1% dell’imprenditoria italiana.
L’andamento è probabilmente da attribuire, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio, più a fattori demografici connessi a forme di autoimpiego che all’evoluzione del ciclo economico.
La provincia di Reggio Emilia conferma la quinta posizione nazionale nella graduatoria delle imprese guidate da stranieri, dietro Prato (26,2%), Trieste (15,3%), Firenze (14,9%) e Imperia (14%). La media nazionale si ferma al 9,1%. In sole quattro province – Aosta, Oristano, Caltanissetta e Lodi – il numero delle imprese gestite da imprenditori nati al di fuori dell’Italia è in flessione.
Cina, Albania, Egitto, Tunisia e Marocco sono i paesi d’origine delle comunità imprenditoriali straniere più rappresentate nella provincia reggiana. Dopo una battuta d’arresto nel 2014, tornano a crescere (+0,8%) e si confermano in vetta alla classifica delle nazionalità più presenti in provincia gli imprenditori cinesi, che hanno raggiunto quota 1.446. In calo dello 0,7%, invece, gli imprenditori albanesi, mentre aumentano i nordafricani: +3,5% gli egiziani, +3,5% i tunisini e +6,6% i marocchini.
Primo Paese comunitario, al sesto posto, è la Romania con 470 imprenditori, diminuiti dello 0,4% in un anno. Tra le nazioni in crescita, il Pakistan (448 imprenditori, +10,9%), la Nigeria (207 imprenditori, +58%), e la Moldavia (196, +6,5%).
Nel 2015 hanno inoltre fatto il loro ingresso nel Registro Imprese della Camera di Commercio alcune nuove nazioni: Armenia, Azerbaigian, Norvegia e Zambia.
Le costruzioni, settore nel quale opera circa il 50% delle aziende gestite da stranieri, sono aumentate del 2,6% passando da 3.727 a 3.823; le attività del terziario - che rappresentano un terzo delle imprese straniere - hanno registrato un incremento dell’8,8% (1.364 unità). Sono cresciute del 4,3% anche le aziende del commercio, che hanno raggiunto le 1.111 unità, e quelle nell’alloggio e ristorazione (+3,5%).
Stazionario il numero di imprese straniere del settore manifatturiero che, passando da 1.132 del 2014 alle attuali 1.137, aumentano solo dello 0,4%. Situazione simile anche in agricoltura (da 51 a 55 aziende, 0,9% del comparto). Le imprese straniere sono costituite, in 5 casi su 6, da ditte individuali. Seguono, con il 6,8%, le società di persone, anch’esse in calo rispetto al 2014. È invece cresciuta di un punto e mezzo percentuale la quota di società di capitale, che ha raggiunto il 6,5%.
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