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Inventa un francobollo per dire no alle trivelle

Inventa un francobollo per dire no alle trivelle

Reggio Emilia, l'ex consigliere comunale Donato Vena lo ha usato per affrancare e spedire venti lettere

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REGGIO EMILIA Si è seduto davanti al computer e, con un programma di grafica, ha elaborato una foto simbolica, trasformandola in un finto francobollo. Poi ha stampato l’immagine, ha preso una busta da lettera e ha imbucato il suo messaggio. È quanto ideato dall’ex consigliere comunale reggiano Donato Vena, uno dei promotori del Comitato reggiano del Sì al referendum del prossimo 17 aprile. Proprio per far parlare di più del referendum “blocca trivelle”, Vena ha pensato di spedire venti lettere “denuncia”, ad altrettanti organi di informazioni, affrancando le missive con francobolli che lui stesso si è creato in casa, del valore di 0,95 centesimi.

Su ogni francobollo, una scritta: “Partecipare è un dovere di tutti”. Le lettere sono state imbucate il 29 marzo in varie cassette di Reggio Emilia e Modena. L’obiettivo era fare un pesce d’aprile, sperando che almeno una lettera arrivasse oggi. Ma almeno una lettera - indirizzata proprio al comitato – è stata recapitata anche ieri, non rovinando comunque la sorpresa al suo ideatore: il francobollo “tarocco” è stato infatti annullato il 30 marzo, con tanto di timbro dalle Poste di Bologna Cmp.

«È evidente che l’obiettivo dello scherzo non sono le Poste – raccontano dal comitato – a cui i referendari dicono grazie per la loro involontaria collaborazione, ma i mass media che devono parlare del referendum. Cosa avrebbe dovuto fare la struttura delle Poste nel momento in cui si fosse accorta che le lettere non sono affrancate? Cestinarle, invece, le lettere sono state recapitate».

Vena ritiene di non aver commesso alcun reato. Nonostante nel codice penale ci siano specifici articoli che riguardano l’alterazione, la contraffazione e la diffusione di falsi valori bollati. «Non è una contraffazione, perché non c’è nessun originale. Sono solo ornamenti», spiega Vena. Lo scherzo potrebbe vivere anche una nuova puntata, tutta filatelica. Quanto pagherebbero i collezionisti per ottenere uno degli esemplari stampati? «Le offerte sono aperte – fanno sapere dal comitato – almeno per il francobollo in possesso del Comitato reggiano, che vende all’asta per raccogliere fondi per divulgare il sì».

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