La Cgil contro i voucher: «Staccati 820 mila in un anno»
Dal sindacato presentano un dossier e lanciano la raccolta firme contro tre provvedimenti inclusi nel Jobs Act
REGGIO EMILIA. A Reggio nel 2014 sono stati staccati 820mila voucher, soprattutto nel settore commercio (150mila), turismo e servizi (120.500). Circa 250mila voucher sono stati staccati per la voce “restanti attività”, che contemplano attività come l’edilizia, la manifattura e la metalmeccanica. Si modifica l’identikit dei prestatori: si innalza in modo preoccupante la fascia dei 30-40enni e 40-50enni, mentre per la prima volta è avvenuto il sorpasso delle donne (30mila in più rispetto all’anno precedente). È il quadro tracciato da Marco Marrone, dottorando dell’Università di Bologna, che ha eseguito una ricerca su dati pubblici Inps, finanziata dalla Cgil regionale. Lo studio, pubblicato a fine aprile, è stato anticipato ieri in via Roma, nel corso del dibattito “Il boom dei voucher: comprare lavoro in tabaccheria”, dove la Cgil ha annunciato dal 9 aprile la campagna di raccolta firme per tre quesiti sul referendum abrogativo di alcuni pezzi del Jobs Act: voucher, appalti e art.18.
ECCO COME SONO NATI. Pochi sanno che i voucher sono stati partoriti dalla legge Biagi del 2003: il professore bolognese li aveva pensati come «lavoro eccezionale accessorio», regolandoli con stretti paletti per categorie (disoccupati, casalinghe, disabili, extracomunitari), per tempo e compenso. Impianto smantellato nelle successive modifiche (2005, 2008, 2013) e completamente snaturato fino al colpo di grazia del Jobs Act del governo Renzi, che ha lasciato solo la restrizione economica (non più di duemila euro per lo stesso committente, settemila netti per il prestatore, diecimila per le imprese).
LA DIFFUSIONE. Dal 2013, cioè dalla Fornero in poi, si è assistito a una crescita esponenziale dei voucher, soprattutto da 10 euro. In pratica, sono raddoppiati di anno in anno, fino ad arrivare agli attuali 115 milioni nell’intero stivale. Da subito, le regioni che si sono buttate sui voucher sono quelle più ricche: Lombardia (20 milioni), Veneto (15 milioni) ed Emilia-Romagna (14 milioni). Nella nostra regione, Bologna guida la classifica (con 1 milione e 800 mila, ne ha venduti di più dell’intera Calabria), seguita da Modena, Ravenna e Reggio, che si posiziona al quarto posto. Tra i settori, stenta a decollare l’agricoltura. Ma chi li utilizza, al posto di un contratto vero? Soprattutto giovani: la fascia 20-30 anni la fa da padrona (29%), ma anche i 30-40enni hanno raggiunto il 20% e sono aumentati perfino i 40-50enni (16%), mentre le donne sono la stragrande maggioranza e gli stranieri appena il 15%.
L’ABUSO. Marrone e il sindacato danno una lettura del tutto negativa alla liberalizzione che ha fatto esplodere i voucher: «I tagliandi vengono proposti a persone nel pieno dell’età lavorativa, c’è un abuso dei settori con maggior livello di impiego, non è chiaro se è un metodo di pagamento o un rapporto di lavoro. E, infine, non hanno inciso minimamente sul lavoro nero».
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