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Multa per le escavazioni in Po Interrogazione dei 5 Stelle

GUALTIERI. «Che fine ha fatto la multa da quasi 10 milioni di euro che la Regione aveva comminato al Comune di Gualtieri e alla Bacchi Spa per l’estrazione di sabbia non autorizzata dalle sponde del...

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GUALTIERI. «Che fine ha fatto la multa da quasi 10 milioni di euro che la Regione aveva comminato al Comune di Gualtieri e alla Bacchi Spa per l’estrazione di sabbia non autorizzata dalle sponde del Po?»

A chiederlo è Gianluca Sassi, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, che ha depositato una interrogazione sul caso dell’ingiunzione di pagamento che la Regione lo scorso anno ha notificato al Comune di Gualtieri e alla Bacchi Spa, riguardo a un prelievo di sabbia non autorizzato all’interno del progetto di riqualificazione e valorizzazione del territorio golenale del fiume Po. Già nelle scorse settimane era arrivata una risposta del sindaco di Gualtieri Renzo Bergamini, in replica all’attivista del Movimento 5 Stelle Davide Zanichelli, nella quale spiegava che il 29 ottobre dello scorso anno, al tribunale di Reggio avrebbe dovuto svolgersi la prima udienza, alla quale, per un vizio di forma, i rappresentanti legali della Regione Emilia Romagna non si sono presentati. In quella sede avrebbero dovuto essere consegnate le memorie accusatorie della Regione e quelle difensive del Comune di Gualtieri. La vicenda risale al 1994, quando la piena del Po mise in evidenza la necessità di innalzare gli argini. Il Comune di Gualtieri ottenne l’autorizzazione di prelevare terra dall’Isola degli Internati.

All’inizio degli anni 2000, il Comune decise di completare l’opera di rinaturazione e affidò alla Bacchi i lavori di escavazione della sabbia: nel 2008 furono prelevati un milione e 200mila metri cubi ma il Corpo Forestale dello Stato appurò che mancavano le autorizzazioni da parte della Regione.

Da qui il verbale che contestava un presunto danno erariale. Il 16 aprile 2015 è arrivata la multa al Comune di Gualtieri, al responsabile dell’ufficio tecnico, e alla ditta Bacchi.

«Oltre al danno economico – prosegue Sassi – questa operazione ne ha provocato un altro molto più grave. Le escavazioni abusive nei fiumi, oltre ad essere estremamente dannose per le preziose flora e fauna acquatiche, determinano e aggravano una forte erosione delle sponde dei corsi d’acqua, con la crescita così del rischio idrogeologico».

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