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Chernobyl, le foto del dramma infinito

di Cristina Fabbri
 Chernobyl, le foto del dramma infinito

Correggio, domani alle 17.30 l’inaugurazione della mostra Messori: «Rischi del nucleare, capitolo tutt’altro che chiuso»

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CORREGGIO. A trent’anni dalla catastrofe nucleare di Chernobyl, Palazzo dei Principi di Correggio ospita la mostra “Chernobyl presente”, con una trentina di scatti realizzati dal fotografo reggiano Erik Messori, co-fondatore del collettivo Capta, con esperienze in diversi teatri di conflitti e disastri naturali, nonché fotoreporter per diverse testate nazionali ed estere.

«Chernobyl è il peggior posto dove io abbia lavorato – racconta Messori – un luogo dove la percezione e la logica perdono il contatto con la realtà, dove gli effetti alteranti sono invasivi per gli uomini e per la natura». È rimasto nella zona contaminata per quasi un mese, poi si è spostato tra Ucraina e Bielorussia. «Penso che Chernobyl sia una delle esperienze più difficili della mia carriera, il pericolo c’è ed è ancora vivo: i segni sulle persone e sulle cose sono evidenti, ma tutto è anche invisibile e non sai come proteggerti».

In mostra ci sono alcune foto del suo progetto; foto che non è stato semplice realizzare. «La parte più difficile nello scattare è vedere bambini che sai benissimo che hanno una vita segnata. Vedere persone che vivono in condizioni al limite. A livello emotivo è stato difficile sopportare il peso di tutto questo». Con le sue foto, Messori cerca di raccontare e trasmettere quel che ha provato. Le foto sono state esposte anche a Bologna e Milano, e ora approdano a Correggio. La presentazione e l'inaugurazione della mostra avranno luogo domani alle 17.30. Poi la mostra sarà visitabile fino al 1° maggio. Sarà un po’ come fare un tuffo nel passato. A quel 26 aprile 1986 quando, a causa di un esperimento avventato, esplose l'unità numero 4 della centrale nucleare di Cernobyl, in Ucraina. «I rischi del nucleare diventano di colpo una minaccia concreta per centinaia di migliaia di persone in tutta Europa. Oggi Cernobyl è un capitolo tutt'altro che chiuso – continua Messori –. Ci sono problemi di sicurezza enormi. Il sarcofago che copre il reattore 4 è stato costruito per durare non più di 30 anni, e una soluzione a lungo termine non è ancora stata trovata. Un eventuale collasso della struttura attuale avrebbe come conseguenza un rilascio di radioattività significativo fino a distanze di 50 chilometri e oltre».

A trent’anni dall’esplosione, dunque, questa mostra mette in luce le conseguenze del più devastante incidente tecnologico della storia dell’umanità. Immagini crude e senza filtri, che testimoniano gli effetti sulle persone e sulle cose, cancellando ogni speranza per le generazioni future.

In concomitanza con l’esposizione, vengono ricordati i 10 anni di attività dell’associazione onlus “Ciao – Correggio Insieme”, presentando i progetti realizzati, in particolare l’accoglienza di decine di bambini bielorussi provenienti da zona altamente contaminate dalla nube radioattiva.

Gli orari: sabato ore 15.30- 18.30, domenica 10-12.30 e 15.30-18.30. Inoltre, il 26 aprile ore 10-12.30 e 15.30-18.30. Ingresso libero. Per ulteriori informazioni: www.museoilcorreggio.org.

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