Commozione e lacrime per l’addio a Dell’Amico
Guastalla: le toccanti parole del parroco don Repetti e di don Roberto Gialdini «Eri un testimone di gioia e di speranza». L’abbraccio degli amici e della mamma
GUASTALLA. «Stefano ha amato la bellezza della musica. Ha vissuto pochi anni, come Gesù, ma è riuscito a compiere la sua opera. Oggi per Stefano è l’inizio di una nuova esistenza. Mi piace pensarlo in una cornice di luce di grazia e di gioia».
Parole dell’omelia di don Giovanni Repetti. In un clima di grande commozione, si sono svolti, ieri mattina, nella basilica di Pieve di Guastalla, i funerali di Stefano Dell’Amico, 49 anni, compositore, musicista ed insegnante di musica.
La messa è stata concelebrata da don Giovanni Repetti, don Roberto Gialdini e don Piergiorgio Torreggiani. Erano presenti alle esequie musicisti che hanno lavorato e collaborato con Stefano, tra cui Cristiano Maramotti (ex Piero Pelù), Paolo D’Errico e Alberto Benatti (Ridillo), Paolo Gialdi (ex Sonhora), Alfredo Miti, Marco Bortesi, Franco Tidona, il sideman Fausto Comunale e Gustavo Ferretti titolare del service audio di “Piano e Forte”di Reggio oltre ad ex alunni.
Don Gialdini, nel momento delle preghiere ha ricordato quando Stefano ha collaborato con i giovani di San Giacomo per la realizzazione di un recital su San Francesco: «Disponibile, generoso nell’impegno e anche capace di volere quel bene che aiuta a crescere. Continui ad essere testimone di goia, di speranza e di fiducia». Struggente il ricordo del maestro Silvio Lamberti del corpo filarmonico “Bonafini” a cui nessuno è riuscito a trattenere le lacrime: «Ricordo le tue prime lezioni di pianoforte alla scuola di musica di Guastalla. Eri un ragazzino con i pantaloni corti, minuto e timido con tanta voglia di imparare. Apprendevi velocemente. Ti preparai al quinto anno di pianoforte che superasti brillantemente. Poi continuasti fino al diploma al conservatorio di Mantova dove io insegnavo. Hai fatto il tuo primo studio di registrazione e via per la lunga ed impervia strada della musica. Ci siamo persi per alcuni anni. Nell’autunno dello scorso anno mi hai cercato confidandomi il tuo male. Ci siamo rincontrati. Sento ancora l'abbraccio che ci siamo dati come un padre ad un figlio ritrovato. Abbiamo riveduto il nostro passato – ha detto ancora il maestro Lamberti con la voce rotta dal pianto – Tu mi avevi confidato che ti avevo insegnato molto ma non ho faticato perché la musica era dentro di te e bastava tirarla fuori. Ho ascoltato alcuni tuoi brani. Sono veramenti belli, ricercati. Specialmente nella scelta dei timbri e dei suoni. Avevo capito subito la gravità della tua malattia. Peccato che questo capita alle persone buone piene di amore come te».
Inconsolabile la mamma Gabriella, costretta su una carrozzina, che ha continuamente pianto ed è rimasta a lungo ad accarezzare la bara del figlio. Stefano Dell'Amico oltre all'adorata mamma, ha lasciato nel dolore la compagna Maria Rosa, il fratello Davide e la cognata. (m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
