Gazzetta di Reggio

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Eredità di Alberto Agazzani, c'è un altro indagato

di Elisa Pederzoli
Eredità di Alberto Agazzani, c'è un altro indagato

E’ l’amico che accompagnò Lusetti dal notaio per la registrazione del testamento olografo dal quale è partita l’inchiesta

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REGGIO EMILIA. C’è un altro indagato nell’inchiesta dell’eredità del critico d’arte Alberto Agazzani, trovato morto nel suo appartamento di via Farini lo scorso 16 novembre.

E’ Carlo Malavolti, amico di Marco Lusetti e Agazzani, che ha accompagnato l’ex vice sindaco di Guastalla dal notaio con quel documento olografo che sancisce Lusetti stesso come erede universale degli averi di Agazzani.

Un atto dovuto, l’iscrizione anche di Malavolti nel registro degli indagati per concorso in falso. Perchè il pubblico ministero Maria Rita Pantani è intenzionata a far eseguire una perizia calligrafica su quel foglio che reca la firma di Alberto Agazzani e di cui si sospetta la non autenticità.

Un accertamento tecnico non ripetibile, a cui dunque hanno diritto di partecipare i periti di tutti i coinvolti, da indagati, che dovrà stabilire una volta per tutte se il testamento venne o non venne scritto dalla mano del critico d’arte morto suicida pochi mesi dopo il drammatico incidente in scooter che lo aveva profondamente segnato nel corpo, e nell’anima. La stessa perizia dovrà essere eseguita sul primo testamento di Agazzani, dove invece l’erede era Malavolti.

La Pantani aveva chiesto al giudice per le indagini preliminari che tale perizia venisse eseguita in incidente probatorio. Dal gip Giovanni Ghini, però, è arrivato il rifiuto, ritenendo che tale accertamento può essere fatto anche in un altro momento, a processo iniziato. Ma il sostituto procuratore è intenzionato, già in fase di indagini preliminari, ad arrivare alle risposta - stabilire o meno se uno o l’altro documento sia falso - perchè sarà decisiva per il proseguo stesso dell’intera indagine.

Era il 23 dicembre scorso quando Lusetti si presentò dal notaio con il testamento che sanciva lui stesso come unico erede. Qualche tempo dopo, è arrivato in procura un esposto in cui si denunciava la possibilità della non autenticità di quel testamento. Una denuncia che ha portato all’apertura di una indagine.

Lusetti nelle scorse settimane si è difeso pubblicamente con una nota: «Dopo la scomparsa di Alberto sono stati trovati entrambi i testamenti, il primo a favore di Marco Lusetti, successivamente è stato ritrovato il testamento a favore di Carlo Malavolti; per il massimo della trasparenza, è stata fatta una riunione invitando tutti gli amici di Alberto: nessun caso e nessun segreto, tutto alla luce del sole, perché non esisteva e non esiste alcunché da nascondere».

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