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Interessi non dovuti, l'ex Banca Cavola e Sassuolo restituisce 4,5 milioni

Interessi non dovuti, l'ex Banca Cavola e Sassuolo restituisce 4,5 milioni

Il Banco Emiliano presenterà nuovamente un bilancio in perdita per 11,4 milioni di euro a causa anche di "interessi impropriamente incassati dall'ex Bcc di Cavola dal 2009 al 2013" nei confronti di mille clienti

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REGGIO EMILIA  Banco Emiliano ha restituito oltre 4 milioni e mezzo di euro a clienti (un migliaio) dell'ex Banca di Cavola e Sassuolo, che nell'autunno 2013, insieme a Banca Reggiana, diede vita al nuovo istituto di credito cooperativo. 

E' infatti a questa cifra - come spiega la banca nella lettera inviata in questi giorni ai soci con la convocazione dell'assemblea per il prossimo 24 aprile - che ammonta il valore degli interessi impropriamente incassati dall'ex Bcc di Cavola dal 2009 al 2013 a seguito di modifiche unilaterali dei tassi. Un atto non corretto - spiega l'istituto - rilevato dopo la fusione ed al quale era necessario porre rimedio per onestà, chiarezza e trasparenza.

LA GRANA DEGLI INTERESSI  Ed è proprio questa la voce che maggiormente incide sulla chiusura di un bilancio in perdita, che non influisce sul patrimonio complessivo (il capitale sociale, tra l'altro, è salito a 39,5 milioni, con un +2,06%, mentre il total capital ratio è passato dall'11 all'11,91% rispetto all'8% minimo richiesto dalla Bce), ma su quale pesano comunque sensibilmente anche gli interventi di solidarietà che Banco Emiliano ha messo in atto per agevolare il salvataggio di altri Istituti di Credito per un importo complessivo che sfiora i 4,3 milioni.

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La solidarietà interna ed esterna (anche attraverso il contributo milionario versato per salvare altre banche) pesa sul bilancio 2015 di Banco Emiliano, che ha completato anche l'opera di "pulizia" sui crediti deteriorati legati in massima parte al settore immobiliare, sul quale si era concentrata tanta parte dei problemi maturati negli ultimi anni e in larga prevalenza in carico all'ex Bcc di Cavola e Sassuolo.

NUOVA PERDITA  "La fusione - spiega Alai - ha consentito di evitare ricadute molto pesanti su soci e clienti, ma anche sull'economia di una importante parte del nostro territorio, pesantemente colpito da una crisi di intensità senza precedenti proprio nel comparto in cui erano maturate le maggiori esposizioni, e questo impegno da parte di Banco Emiliano è stato molto apprezzato dal sistema delle Bcc dell'Emilia-Romagna, che in caso contrario si sarebbero trovate a spesare una crisi che in tre anni ci ha portato a mettere in atto 70 milioni di svalutazioni".Quelle effettuate nel 2015, unite alla restituzione degli interessi a clienti dell'ex Bcc di Cavola e agli interventi di solidarietà interbancaria che ammontano complessivamente a 8,818 milioni, portano alla chiusura di un bilancio in perdita per 11,5 milioni di euro.

Un risultato - sottolinea Banco Emiliano nella lettera inviata ai soci - che comunque non incide in alcun modo sulla riduzione del patrimonio complessivo dell'Istituto, proprio grazie all'intervento messo in atto dalle Bcc dell'Emilia-Romagna (10 milioni già giunti nelle Casse di Banco Emiliano e 10 in arrivo a giugno) a seguito dell'apprezzamento degli interventi messi in atto, che hanno consentito di evitare che si generassero problemi rilevanti a carico di soci e di parte importante dell'economia locale appenninica.

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Le ispezioni effettuate nel 2015 dagli Organi di vigilanza nazionale - spiega ancora la lettera - hanno verificato la validità del lavoro compiuto e dei programmi futuri. "Oltre a questi riscontri del tutto rassicuranti, che si associano all’adeguatezza degli indici patrimoniali e alla corretta esposizione dell’attivo bancario - osserva il presidente Alai - crediamo sia motivo di grande soddisfazione l'aver risolto una situazione di assoluta criticità, e questo grazie alla responsabilità e all'impegno di molti, i cui temporanei sacrifici sono divenuti il presupposto anche per un deciso rilancio di un'attività di sostegno alle famiglie, ai risparmiatori e alle imprese che non è comunque mai venuta meno, come attestano i volumi degli impieghi e come sottolinea la stessa fiducia dei soci, che ad oggi ammontano a 20.101 unità e che alla fine del 2015 sono erano già saliti a 19.797 rispetto ai 18.587 del 2014".
 

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