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Ricerca sui linfomi, Reggio è capofila

di Roberto Fontanili
Ricerca sui linfomi, Reggio è capofila

Al via un progetto nazionale sui tumori degli over 65: sarà il Santa Maria Nuova ad analizzare i dati e coordinare lo studio

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REGGIO EMILIA. Personalizzare sempre più la cura di un tumore che si presenta in forma aggressiva, tenendo conto dell'età e delle condizioni cliniche del singolo paziente, è l'obiettivo del progetto pilota per la ricerca sui linfomi che colpiscono gli over 65 e che vede il Reparto di Ematologia dell'Arcispedale Santa Maria Nuova capofila e coordinatore di uno studio che coinvolge sessanta centri clinici italiani. Il progetto prevede che nell'arco di tre anni siano circa un migliaio le persone colpite da un linfoma (in forma particolarmente aggressiva e che viene trattato esclusivamente con chemioterapia), che risponderanno ad un apposito questionario, consentano ai medici e ai ricercatori della Fil (Fondazione Italiana Linfomi) di individuare la cura più efficace e al tempo stesso meno invasiva.

Lo studio epidemiologico già avviato da diciotto mesi, vuole verificare se il protocollo clinico attualmente seguito, (ovvero la cura che viene prescritta a un paziente in giovane età garantendo buoni risultati), è in grado di dare lo stesso esito in persone di età più avanzata. Pazienti che spesso, proprio per l'età, già soffrono di altre patologie croniche (come il diabete e/o malattie cardiovascolari) e che per questo sono più fragili. Un tumore, ha detto ieri Francesco Merli (direttore di Ematologia dell' Asmn e coordinatore nazionale del progetto), «che si manifesta in 20 su 100mila persone e nel 50% dei casi riguarda over 65 anni. A Reggio ogni anno sono circa 130 i linfomi diagnosticati». Il progetto è stato finanziato con 165mila euro da Unicredit e Fondazione Manodori, che con questa scelta, è stato rilevato più volte, intendono «favorire la realizzazione di uno studio che non è legato alla sperimentazione sull'utilizzo di un nuovo farmaco, quanto a verificare l'impatto delle cure sulla malattia e sulla qualità della vita del paziente. Uno studio svincolato da finanziamenti da parte di case farmaceutiche e che sarà utilizzato per la retribuzione dei tre data manager che stanno lavorando a tempo pieno sulla raccolta dati e la loro elaborazione». Si tratta, ha poi posto l'accento Francesco Merli, di «uno studio dalla parte del paziente che darà effetti ai futuri pazienti».

A presentare il progetto sono stati ieri il presidente della Fondazione Manodori Gianni Borghi, il responsabile dell' area regionale di Unicredit Luca Lorenzi, il presidente della Fil Maurizio Martelli, il direttore del Reparto di Ematologia del Santa Maria Nuova Francesco Merli e il direttore generale dell'Asmn-Irccs Antonella Messori. A margine dell'incontro Antonella Messori e Gianni Borghi hanno anche confermato che è già stato pubblicato il bando della Fondazione Manodori per l'acquisto dell'angiografo di ultima generazione destinato al nuovo Reparto di Endoscopia e Gastroenterologia che sorgerà all'interno del Core.

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