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Banco Emiliano: Alai si ricandida, ma il cda sarà dimezzato

Banco Emiliano: Alai si ricandida, ma il cda sarà dimezzato

Reggio Emilia, il 24 aprile i soci votano il bilancio e i nuovi vertici con un taglio da 13 a 7 scranni: il presidente uscente punta alla conferma

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REGGIO EMILIA. Cala la scure sul consiglio di amministrazione del Banco Emiliano. Dal 24 aprile i posti in cda passano da 13 a 7 per snellire il processo decisionale e adeguarsi alle nuove direttive. Condensare in poche mani la filiera del comando ha innescato però una corsa allo scranno vista la variegata base sociale della banca (20 mila tesserati) che, sempre davanti all’assemblea del 24 aprile alle fiere di Reggio, dovrà votare il bilancio 2015, il secondo in perdita con 11,5 milioni di rosso dopo i 14 milioni dell’anno prima.

Vista la carne al fuoco e la tensione sia verso l’esterno sia all’interno della banca, quella di fine aprile si preannuncia come un’assemblea dei record per quanto concerne le presenze. Il presidente Giuseppe Alai ha presentato la sua ricandidatura puntando chiaramente alla presidenza con ampie deleghe. Un obiettivo che ha portato anche alle sue recenti dimissioni dalla presidenza del Consorzio del Parmigiano-Reggiano.

Alai vuole concentrarsi sulla carriere da banchiere, salvo i problemi sorti dopo la fusione tra la “sua” Banca Reggiana con la Cavola e Sassuolo, quest’ultima foriera di grossi problemi, come dichiarato più volte da Alai, e dei rossi a fine bilancio.

L’ultima grana è la restituzione annunciata due giorni fa - e già portata a termine - dei 4,5 milioni di euro a circa un migliaio di soci/clienti, «valore degli interessi impropriamente incassati dall'ex Bcc di Cavola dal 2009 al 2013 a seguito di modifiche unilaterali dei tassi» ha fatto scrivere il cda uscente - Un atto non corretto rilevato dopo la fusione ed al quale era necessario porre rimedio per onestà, chiarezza e trasparenza».

Sta di fatto che il Banco Emiliano ha già presentato un esposto in procura e conta di rifarsi sugli ex amministratori anche tramite una battaglia legale anche in sede civile per riavere indietro quanto versato in compensazione ai clienti, che sono stati contattati uno ad uno nella speranza di non essere a sua volta oggetto di cause. La situazione, quindi, è assolutamente fluida.

Al momento esiste una lista composta da componenti del cda uscente e alcune autocandidature. Anche il nuovo cda dovrà rispettare il peso dei territori, montagna e bassa in primis.

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