Da Reggio in mostra alla Triennale la cucina del futuro
Si chiama Kitchen Tools l’allestimento curato da Bombardi nell’area dell’ex “Fabbrica del Vapore” a Milano
REGGIO EMILIA. Al lavoro a Roma con il ministero dell’Istruzione per far cambiar pelle alle applicazioni tecniche. Al lavoro a Reggio con l’Officina Gattaglio e presto, di nuovo, con la seconda edizione del Food Innovation Program. E ora al lavoro anche a Milano, dove Francesco Bombardi, il designer più vulcanico che si possa incontrare in città, è il curatore di una sezione della Triennale, da sempre l’appuntamento di punta per chi si occupa di architettura e design.
E lì, all’interno di quel monumento all’archeologia industriale che è la ex Fabbrica del Vapore, Bombardi ha portato i frutti di un lavoro di squadra nato e sviluppatosi proprio a Reggio, quell’ecosistema alimentato a innovazione che va dagli studenti d’ogni nazionalità del Master di Officucina, ai makers del FabLab, fino agli sviluppatori di DQuid, l’ex start up del reggiano Stefano Marzani, partita dalla zona di Ospizio e arrivata fino alla Silicon Valley.
In pratica nell’ambito della mostra “New Craft” curata da Stefano Micelli Bombardi propone l’idea di un originale scenario domestico che prende le mosse proprio dall’esperienza del Food Innovation, una su tutte la lavorazione della pasta e di altri alimenti utilizzando la stampante 3D. «Abbiamo voluto immaginare la creazione del piatto più comune sulle nostre tavole, ovvero la pasta, partendo dalla spiga di grano» dice Bombardi. E ora immaginate, sul vostro tavolo di cucina, di riprodurre tutta la filiera. Quindi, un piccolo mulino che macina il grano trasformandolo in semola che poi viene depositato in piccoli silos e da lì passa direttamente alla stampante 3D che crea il tipo di pasta di cui avete voglia.
Una pasta che poi potete condire in modo naturale con le verdure che, sempre sullo stesso tavolo di cucina, avrete coltivato nell’orto verticale, un orto idroponico, ovvero costruito fuori dal suolo.
Tutto questo sotto il controllo costante e continuo di uno smartphone, una app in grado di “cucinare” secondo i fabbisogni del consumatore. E in questo ha avuto un ruolo decisivo la collaborazione con i creativi digitali di DQuid, la punta di diamante - metà reggiana e metà a stelle e strisce - del cosiddetto Internet delle cose.
Futuro a piene mani, quindi che Bombardi e il suo team hanno già allestito nei locali dell’Ex Fabbrica del Vapore, secondo un vezzo che contraddistingue l’architetto reggiano che sceglie spesso luoghi d’archeologia industriale per creare innovazione. Ieri l’anteprima che si aprirà invece ufficialmente oggi e che resterà aperta fino a settembre, alternando eventi e happening che vedranno protagonisti anche Barilla, l’Acetaia San Giacomo del reggiano Andrea Bezzecchi e ovviamente i ragazzi di Officucina.
massimosesena
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
