Gazzetta di Reggio

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False dialisi, medico reggiano sospeso

di Jacopo Della Porta
False dialisi, medico reggiano sospeso

Lo specialista, che lavora a Fornovo, e i complici hanno chiesto 60 mila euro di rimborso per 413 prestazioni mai effettuate

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REGGIO EMILIA. Chiedevano il rimborso al Sistema sanitario nazionale per delle sedute di dialisi mai effettuate. Il medico che attestava queste prestazioni fittizie è un reggiano 40enne che lavora al Dialcenter di Fornovo, in provincia di Parma. Lo specialista è stato raggiunto da una misura cautelare che consiste nella sospensione per un anno dalla professione medica. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Parma, che ha disposto anche gli arresti domiciliari per il legale rappresentante della struttura medica e una sua collaboratrice, un’infermiera professionale. Altre quattro persone risultano indagate a vario titolo.

Il nefrologo reggiano, secondo le accuse, aveva un ruolo centrale nella truffa in quanto attestava le sedute di dialisi mai effettuate. Nel mirino degli inquirenti sono finite 413 prestazioni sanitarie fittizie in quattro anni, che hanno consentito di ottenere il rimborso di poco meno di 60.000 euro dalla Regione Emilia Romagna. A scoprire la truffa sono stati i Nas di Parma, che ieri mattina hanno portato a termine l’operazione “Diabolik”, eseguendo i due arresti e le perquisizioni delle abitazioni dei sette indagati, tra cui il medico reggiano.

Le ipotesi di reato contestate a vario titolo sono associazione a delinquere finalizzata alla truffa in danno del Servizio sanitario nazionale, falso in atto pubblico e violenza e minaccia per costringere alcuni collaboratori ad alterare le cartelle cliniche.

Ieri mattina i militari hanno perquisito anche due studi commercialisti di Parma, il centro dialisi di Fornovo e il centro dialisi dell’ospedale di Oglio Po (Cremona), il cui personale lavorava anche nella struttura in provincia di Parma. La magistratura ha disposto il sequestro penale preventivo, finalizzato alla confisca, del conto corrente del Dialcenter per recuperare i 60.000 euro percepiti indebitamente.

Le prestazioni fasulle venivano indicate nella scheda paziente con la dicitura “dialisi extra”. Per ogni dialisi il centro intascava un rimborso di 144 euro.

Inoltre, sempre secondo le contestazioni mosse dagli inquirenti, gli indagati avrebbero creato dei falsi nelle cartelle cliniche per sviare le investigazioni in corso e poter proseguire l’attività illecita, inserendo motivazioni che potessero giustificare l’effettuazione delle dialisi.

Un elemento che ha insospettito i Nas è stato il numero anomalo di prestazioni che venivano effettuate nella struttura convenzionata. Uno sforamento rispetto alla media che ha indotto i carabinieri ad effettuare un controllo che ha poi dato esito positivo.

Il Dialcenter di Fornovo (che resta aperto sotto un’altra direzione) è l'unica struttura nefrologica privata accreditata con il sistema sanitario dell'Emilia Romagna, mentre tutte le altre presenti sul territorio sono pubbliche. In media nel centro del parmense si recano una trentina di persone al giorno, che come detto potranno continuare a curarsi.

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