«Il malato d’azzardo cade spesso nella rete»
Matteo Iori della Papa Giovanni sul caso di una delle vittime che chiedeva soldi per giocare alle slot
REGGIO EMILIA. «Non sono certo stupito del fatto che tra le vittime degli usurai ci sia un giocatore patologico. E’ un fatto che si ripete con una certa frequenza. In un report della Fondazione nazionale antiusura il gioco d'azzardo è stato indicato come la seconda causa d'usura». Il presidente della Papa Giovanni Matteo Iori è un esperto di ludopatie e nel corso degli anni ha incrociato spesso casi di giocatori finiti in mano agli usurai. Inoltre la Papa Giovanni dall’anno scorso collabora con la Fondazione San Matteo Apostolo di Bologna nella gestione di uno sportello dedicato alle vittime dell’usura.
«Il giocatore patologico - dice Iori - è un perfetto cliente per gli usurai. Tanto che spesso nei luoghi dove si gioca d’azzardo operano anche le persone che fanno i prestiti. Non è una novità recente». Nell’inchiesta resa nota ieri dai carabinieri, che ha portato due persone ai domiciliari, è emerso che un albanese malato di gioco da molti anni chiede i soldi in prestito agli usurai. «Il giocatore patologico - prosegue Iori - parte dal presupposto che la fortuna stia per arrivare e dunque deve assolutamente continuare a giocare. Quando finisce i soldi deve fare assolutamente di tutto per avere un prestito perché è convinto che stia per vincere. Non si preoccupa più di tanto perché pensa che al momento della vincita potrà restituire tutto. Lo scopo dell’usuraio è quello di mantenere sempre aperta una linea di credito con questi giocatori, in modo da incrementare nel corso del tempo i suoi guadagni».
La speranza della vincita imminente si rivela quasi sempre per quello che è: un’illusione. Così i giocatori patologici si ritrovano nella condizione di dover chiedere dei soldi, e dopo aver esaurito i risparmi e le linee di credito con i familiari, si rivolgono anche agli strozzini. «Mettendosi ulteriormente in pericolo», conclude Iori.
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