Gazzetta di Reggio

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Interessi non dovuti, beffati mille clienti

di Enrico Lorenzo Tidona
Interessi non dovuti, beffati mille clienti

L’istituto di Alai restituisce 4,5 milioni ai clienti della montagna e presenta un esposto in procura contro gli ex manager

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REGGIO EMILIA. Hanno versato 4,5 milioni di euro in interessi diluiti in 5 anni alla loro banca di fiducia che aveva alzato i tassi sui mutui ma in maniera unilaterale e ora considerata indebita. Sono mille reggiani principalmente della montagna - tra imprese e famiglie - che avevano acceso prestiti con la banca di credito cooperativo di Cavola e Sassuolo. Una realtà ben radicata nel territorio, che ha beffato i suoi clienti/soci, costringendo il Banco Emiliano a restituire ora l’astronomica cifra (una media ipotetica di 4.500 euro a ciascun cliente) al posto dell’ex Cavola, che nell’autunno del 2013, insieme a Banca Reggiana, diede vita al nuovo istituto di credito cooperativo. «E' infatti a questa cifra - come spiega il Banco nella lettera inviata in questi giorni ai soci con la convocazione dell’assemblea per il prossimo 24 aprile - che ammonta il valore degli interessi impropriamente incassati dall’ex Bcc di Cavola dal 2009 al 2013 a seguito di modifiche unilaterali dei tassi». «Un atto non corretto - spiega ufficialmente la Bcc presieduta da Giuseppe Alai - rilevato dopo la fusione ed al quale era necessario porre rimedio per onestà, chiarezza e trasparenza».

I vertici del Banco confermano quindi di essersi accorti solo a inizio 2015 dell’ennesima grana sorta dopo l’operazione di fusione tra la Reggiana e l’ex Cavola. La prima fu la scoperta dell’ammontare eccessivo dei crediti deteriorati e delle sofferenze per ripulire le quali il Banco è stato costretto a svalutare e chiedere al sistema delle Bcc 20 milioni di euro a sostegno dell’attività e del patrimonio. Ora la spinosa vicenda degli interessi è giunta in procura in seguito alla presentazione di un esposto da parte del Banco nei confronti degli ex amministratori della banca della montagna. Un’azione sia per auto tutelarsi e rimarcare le distanze, sia per vedersi restituire parte dell’esborso. Si prospetta infatti una lunga battaglia legale tra il management attuale guidato da Alai e i precedenti amministratori dell’ex Cavola. Il Banco ha messo una pezza sulla vicenda degli interessi ripagandoli ma gli strascichi potrebbero essere lunghi, anche da parte dei soci proveniente dall’ex Banca Reggiana, che hanno compartecipato al ripianamento. Non solo: per il Reggiano, terra della cooperazione, si tratta di un altro pesante smacco dopo il crollo delle coop edili e la beffa del prestito sociale. Ad essere incrinato è ancora una volta il rapporto di fiducia tra soci e realtà cooperativa. Per la montagna reggiana, poi, dopo la truffa delle assicurazioni, si tratta di un altro smacco.

La vicenda degli interessi ha inciso maggiormente «sulla chiusura di un bilancio in perdita - scrive il Banco - che non influisce minimamente sul patrimonio complessivo (il capitale sociale, tra l'altro, è salito a 39,5 milioni, con un +2,06%, mentre il total capital ratio è passato dall'11 all'11,91% rispetto all'8% minimo richiesto dalla Bce), ma su quale pesano comunque sensibilmente anche gli interventi di solidarietà che Banco Emiliano ha messo in atto per agevolare il salvataggio di altri Istituti di Credito per un importo complessivo che sfiora i 4,3 milioni». «Una solidarietà interbancaria - sottolinea Alai - che non riguarda esclusivamente il sistema delle Bcc, che si avvalgono di un sistema mutualistico interno grazie al quale nessun cliente di una Banca di Credito Cooperativo ha mai perso un solo centesimo anche nelle situazioni di crisi di singoli Istituti, ma che in questo caso ha riguardato anche altre banche, tanto che l'azione di soccorso di Banco Emiliano ha interessato anche tre Banche Popolari e una Cassa di Risparmio».

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